Ospedale, Dal Pozzo attacca: «M5S e Lega, non venite più»

Guardiagrele. È lite dopo la bocciatura alla Camera dell’emendamento sul presidio Il sindaco: «Tradito da chi diceva di sostenere la rinascita del Santissima Immacolata»
GUARDIAGRELE. Doccia fredda per 5 ospedali abruzzesi. La Camera dei deputati ha approvato l’emendamento del Movimento Cinque stelle che sospende il decreto Lorenzin solo per gli ospedali ubicati entro i 30 chilometri dal cratere sismico del 2016. Tra questi, in Abruzzo rientra solo quello di Penne. Restano fuori il Santissima Immacolata di Guardiagrele e i presidi di Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo. La beffa arriva dopo la delibera 823 della giunta regionale, firmata da Silvio Paolucci, Giovanni Lolli, Giorgio D’Ignazio e Marinella Sclocco, che aveva riacceso le speranze per le sorti dei 5 presidi che da ospedali di comunità dovrebbero essere promossi a ospedali di base per zone particolarmente disagiate. Quello della Regione è stato un atto di indirizzo al Governo, dove sono stati elencati i motivi per salvare i 5 ospedali, come il contrasto allo spopolamento delle aree interne, l’adeguamento dei servizi essenziali, la maggiore vulnerabilità in tema di salute riscontrata in quelle aree, la prevalenza nella popolazione di ultra 65enni e i fenomeni atmosferici invernali che aumentano i tempi di percorrenza per i residenti.
«La legge non è uguale per tutti», attacca Simone Dal Pozzo, sindaco di Guardiagrele, «perché gli emendamenti che tutelavano anche altri presidi, tra cui il nostro, pur ricalcando la proposta depositata in Regione dal M5S, sono stati bocciati. E non si dica, come Colletti, che per questi altri non serve la legge: se serve per chi è a 30 chilometri dal cratere, serve per tutti. Questa storia è paradossale perché in Regione vale ciò che in Parlamento non si fa e in Parlamento si fa ciò che in Regione non ha nessun valore». Dal Pozzo attacca i consiglieri regionali del M5S. «Chiedo a Domenico Pettinari e Pietro Smargiassi, che il 28 giugno vennero a Guardiagrele per presentare la loro proposta di legge, come mai l’emendamento che riproduceva la loro legge è stato bocciato dal loro partito. La stessa domanda la rivolgo agli esponenti locali del M5S, quelli che animano le cene in pizzeria, quelli che chiedono manutenzioni stradali ad appalto concluso, quelli che aspiravano a un posto in Parlamento. La rivolgo anche a chi ha chiesto supporto a quel gruppo politico per sostenere la difesa dell’ospedale e si è rivolto alla candidata presidente Sara Marcozzi. Io mi sentirei tradito. Mi rivolgo», conclude Dal Pozzo, «anche agli esponenti locali della Lega, tra i quali mi pare ci sia un gruppo guardiese e anche il sindaco di Orsogna, che ha portato in consiglio un ordine del giorno per l’ospedale di Guardiagrele. Lo faccio perché l’emendamento che la Camera ha approvato porta anche la firma del leghista Giuseppe Bellachioma».
«Per gli altri ospedali, il M5S continuerà l’interlocuzione con il Ministero per risolvere le criticità», risponde il sottosegretario pentastellato ai beni culturali, Gianluca Vacca. «È volontà del M5S tutelare gli ospedali delle aree minori e in Regione ci stiamo battendo. È la Regione ad avere la competenza in merito, il riordino della rete ospedaliera d'Abruzzo è stato un fallimento».
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