Ospedale di area disagiata È lite tra Febbo e Paolucci
Atessa. Il consigliere regionale in visita al presidio: qui non c’è nulla di nuovo L’assessore regionale: da dicembre Pronto soccorso e Medicina funzionano
ATESSA. Botta e risposta sul San Camillo tra Mauro Febbo (Fi) e Silvio Paolucci (Pd). «Ospedale di area disagiata ad Atessa, gli atti smentiscono l’assessore Paolucci», afferma il consigliere regionale di Forza Italia; «I fatti dicono che dal primo dicembre scorso Pronto soccorso e Medicina sono stati riaperti», replica l’assessore alla sanità.
«Si continua a prendere in giro i cittadini di Atessa e del suo comprensorio. Nonostante la recente inaugurazione-farsa svolta proprio dall’assessore regionale Paolucci, sia dallo stato di fatto del nosocomio sia dai recenti atti aziendali emerge chiaramente come sia lontano e ancora inattuabile l’attivazione del presidio di area disagiata». Questo il commento di Febbo a margine dell’ispezione nel San Camillo effettuata giovedì mattina, accompagnato dall’ex assessore comunale di Atessa, Gilberto Testa. «La realtà», commenta Febbo, «emersa girando i vari reparti e parlando con il personale medico e infermieristico è molto preoccupante in quanto agli annunci e alle promesse fatte proprio dal governo regionale non sono mai succeduti gli atti e i provvedimenti conseguenti. Infatti nella delibera, 1.498 del 18 dicembre 2018, adottata dal direttore Asl Pasquale Flacco scopriamo come, nonostante si vada a modificare l’atto aziendale della Asl per la quarta volta, non siano inserite le modifiche e i criteri necessari per arrivare all’attivazione del presidio di area disagiata su Atessa, tant’è che sono elencati presidi ospedalieri della Asl teatina e non compare Atessa. La “riapertura fasulla” che si è avuta nei giorni è consistita solo nel cambiare nome al reparto, da Lungodegenza a Medicina/lungodegenza, mantenendo il medesimo personale medico e paramedico e lo stesso numero di posti letto, che passano dai 26 di Lungodegenza a 20 di Medicina e 6 di Lungodegenza».
«I fatti dicono che dal 1° dicembre Pronto soccorso e Medicina sono stati riaperti» afferma Paolucci, «e tutti i provvedimenti presi dal consiglio comunale di novembre 2017 sono stati conseguenti agli impegni assunti. Anche in questo caso abbiamo annunciato a fine novembre 2018 che dal 1° dicembre avremmo riaperto e lo abbiamo fatto, così come abbiamo annunciato che a gennaio avremmo affrontato gli altri reparti in particolare Chirurgia e Anestesia, in quella sede affronteremo l’atto aziendale per ciò che riguarda Atessa. Febbo ritiene che la raccolta del consenso sia legata alla sua tipica modalità di fare politica poi puntualmente smentita. Alla destra ricordo che l’unico deserto che ho trovato del 2014 sono state le chiusure vere effettuale da loro a Casoli, Guardiagrele e a Gissi con legge nazionale».
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