«Ospedale di Atessa svuotato e senza alcuna prospettiva»

ATESSA. «Struttura Covid a metà. Tolti reparti ospedalieri e distretto: uno scippo», l'ex assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, attuale capogruppo Pd in consiglio regionale, interviene...
ATESSA. «Struttura Covid a metà. Tolti reparti ospedalieri e distretto: uno scippo», l'ex assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, attuale capogruppo Pd in consiglio regionale, interviene sull’ospedale San Camillo «Ad Atessa viene totalmente smantellata la rete cittadina dei servizi ospedalieri e territoriali: una scelta calata dall’alto, una mancanza di rispetto istituzionale verso il territorio», afferma l’esponente del Pd e aggiunge: «Si prevede un’assistenza per Covid-19 paucisintomatici, ma senza alcuna garanzia sul futuro del presidio, come dimostra l’assoluta mancanza di atti da parte di questo governo regionale che parlino chiaramente del futuro della struttura tra qualche settimana o mese».
La domanda è sempre quella: quale sarà il futuro dell'ospedale di Atessa. Paolucci parte da un punto, come a volerlo ricordare all’attuale giunta regionale: «A oggi l’unica programmazione vigente resta quella prevista dalla dgr 824/2018, deliberata a valle di un percorso iniziato nel consiglio comunale di Atessa il 6 novembre 2017, quando la regione non solo non si è mai negata al confronto nell’assemblea cittadina, anzi, ci ha scritto insieme un pezzo della programmazione, quale ospedale di area disagiata»
Sull0ospedale di Atessa, dall’inizio dell’emergenza coronavirus si è attuato un braccio di ferro tra il sindaco Giulio Borrelli e la sua maggioranza da una parte e dall’altra la Asl e esponenti dell’attuale maggioranza in regione. «Inutili le stucchevoli dichiarazioni della destra, visto che i poteri programmatori in sanità sono previsti in capo alla regione per altro non più commissariata, come conferma la nota ministeriale del 3 aprile scorso. Al momento dell’emergenza coronavirus i sindaci, in primis quello di Atessa, hanno ipotizzato di mettere a disposizione il San Camillo per affrontare l’emergenza. un’idea che, una volta accolta, andava semplicemente attuata, ma come a Palestrina nel Lazio, dove atti di programmazione hanno precisato subito il programma temporaneo di riconversione, con tempi, risorse, investimenti, reparti, assunzioni, formazione e strumentazioni acquistate con gli adeguati standard e protocolli di sicurezza per operatori e pazienti; nonché l’impiego e l’offerta sanitaria per il dopo emergenza, magari rafforzando l'assistenza proprio con gli investimenti che andavano previsti».
Per Paolucci il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, e il direttore della Asl, Thomas Schael, non hanno prodotto un atto programmatorio, né un reale impegno per il futuro: «Esibendosi solo in un minuetto che non ha portato a nulla. Per procedere si parta da dove si era rimasti, da quell’ospedale di area disagiata che era stato deciso con la città e il territorio», conclude Paolucci.
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