Ospedale di Ortona, l’allarme del sindaco

28 Settembre 2022

Castiglione protesta: «Trasferito a Chieti un importante servizio per curare le pazienti oncologiche»

ORTONA . È un grido d’allarme quello che lancia il sindaco Leo Castiglione per l’ospedale di Ortona. «Purtroppo dobbiamo registrare che le nostre preoccupazioni in merito allo spostamento del servizio Ufa si sono avverate. Infatti l’Unità di preparazione farmaci antiblastici, servizio importante per sostenere le attività di Senologia e Oncologia del percorso donna, e che tra l’altro fornisce dei suoi preparati anche i pazienti trattati all’ospedale di Vasto, è stato trasferito a Chieti, prima adducendo la mancanza di personale e poi per questioni tecniche».
Il sindaco non ci sta: «Oggi non è più possibile giustificare questa incomprensibile decisione che penalizza i pazienti, già provati, costretti a recarsi più volte in ospedale non potendo più effettuare nella stessa giornata analisi e terapia oltre a creare problemi nell’organizzazione del personale infermieristico e medico». Le rimostranze arrivano a pochi giorni dalla riunione del comitato ristretto dei sindaci, di cui lo stesso Castiglione fa parte. Domani, infatti, è in programma la seduta nel corso della quale verrà giudicato l’operato della direzione generale dell’azienda sanitaria.
Castiglione continua: «L’Oncologia attende da tempo l’inserimento di un nuovo oncologo», ricorda, «ma non è stato ancora assegnato a Ortona, tanto che da lunedì non potranno più essere presi in carico nuovi pazienti per patologie mammarie e neanche nuovi pazienti residenti in città affetti da altre patologie oncologiche». Per quel che riguarda il centro di procreazione medicalmente assistita del professor Gian Mario Tiboni, da tempo ha fatto richiesta del secondo biologo per far fronte alla crescente richiesta delle pazienti, ma è ancora in attesa. «Aspettiamo, quindi, un rapido intervento della direzione generale su queste problematiche», è l’appello lanciato dal sindaco, «che non consentono al nostro ospedale di lavorare al massimo delle proprie potenzialità». (a.s.)
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