Ospedale di zona disagiata: cresce l’attesa sull’apertura

ATESSA. In dirittura di arrivo la conversione del San Camillo: la prossima giunta regionale approverà la nuova mappa degli ospedali abruzzesi con Atessa trasformato in ospedale di zona disagiata. La...
ATESSA. In dirittura di arrivo la conversione del San Camillo: la prossima giunta regionale approverà la nuova mappa degli ospedali abruzzesi con Atessa trasformato in ospedale di zona disagiata. La delibera di giunta sarà quindi trasmessa a Roma, al tavolo di monitoraggio. Con questo atto la Regione ha concluso il proprio iter iniziato, per quanto riguarda Atessa, il giorno dopo il consiglio comunale del 6 novembre 2017. Adesso tutto ritorna nelle mani del ministero per la valutazione definitiva. Importante è ricordare che la conversione del San Camillo in ospedale di zona disagiata non comporterà nessun onere a carico dello Stato perché le spese sono sostenute tutte dalla Regione e un “no” da Roma sarebbe, a detta di alcuni, incomprensibile. La delibera di giunta che sarà approvata in questi giorni, forse oggi stesso, segue il tavolo di monitoraggio stato-regione, che si è svolto a Roma alla fine dello scorso luglio, e che, di fatto aveva dato il via libera alla conversione del San Camillo in ospedale di area disagiata. In quell’occasione, comunque, è stato richiesto alla Regione, come integrazione di documentazione, la delibera di giunta regionale con la quale si decideva la conversione del San Camillo.
La svolta sulla strada del riconoscimento dell’ospedale di Atessa si è avuta con le delibere di giunta regionale del 7 novembre (il giorno dopo il consiglio comunale con la partecipazione di 40 sindaci del comprensorio di Atessa) e del 17 gennaio che hanno cambiato i precedenti orientamenti programmatori della Regione; per Atessa, infatti, era stata già decisa la riconversione del presidio ospedaliero in struttura territoriale per pazienti anziani cronici. Il tavolo di monitoraggio romano dovrebbe svolgersi entro novembre e si spera che il destino del San Camillo possa essere deciso entro il prossimo mese.
La conversione del San Camillo in ospedale di zona disagiata prevede, oltre al Pronto soccorso, il poliambulatorio, dialisi e cinque specializzazioni di base: lungodegenza con più giorni di degenza; riabilitazione adeguatamente implementata; day-surgery; diagnostica per immagini ed endoscopia. (m.d.n.)
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