Ospedale di zona disagiata Paolucci: non è bluff elettorale

19 Gennaio 2018

ATESSA. «Abbiamo gestito la “vicenda” ospedale di Atessa con impegno, coerenti rispetto a quanto deciso dal consiglio comunale del 6 novembre. C’era una normativa nazionale da rispettare e abbiamo...

ATESSA. «Abbiamo gestito la “vicenda” ospedale di Atessa con impegno, coerenti rispetto a quanto deciso dal consiglio comunale del 6 novembre. C’era una normativa nazionale da rispettare e abbiamo lavorato affinché la proposta di conversione in ospedale di zona disagiata fosse “dentro” alle norme nazionali e nel loro rispetto». Così Silvio Paolucci (foto), assessore regionale alla Sanità, interviene sulla delibera di giunta con la quale la Regione cambia gli atti programmatori e riconosce Atessa presidio di area disagiata. «Ciò», puntualizza Paolucci, «è stato possibile perché siamo usciti dal commissariamento; poi da un’interlocuzione iniziata ad agosto con gli amministratori di Atessa, quindi dal consiglio comunale di novembre, dalla delibera di giunta, il giorno dopo, con la quale abbiamo bloccato gli atti della Asl, e da una inattaccabile e corposa relazione, ricca di dati epidemiologici, orografici e economici». La delibera di giunta adesso deve passare al vaglio del ministero della Sanità, cosa che ha generato qualche dubbio sull’esito positivo scontato. «A parte il fatto che tutte le altre centinaia di delibere regionali sulla sanità sono passate al vaglio del Ministero, non avrei firmato un tale atto senza avere avuto interlocuzioni positive con Roma», precisa Paolucci. Adesso tocca alla Asl Lanciano-Chieti-Vasto dare piena esecuzione alla delibera della giunta regionale. «Vigileremo affinché ciò accada al più presto», afferma il sindaco Giulio Borrelli, «qualche uccello del cattivo augurio non riesce a rovinare la soddisfazione del nostro territorio per il riconoscimento del presidio ospedaliero. Per due ragioni: la decisione della Regione è basata su presupposti e dati inattaccabili da chiunque; se qualcuno dovesse provare, in futuro, a rimetterla in discussione, si troverebbe a fare i conti con un Tar che, a differenza del passato, non potrà che prendere atto della nuova realtà». Per quanto riguarda la risposta del Ministero, nella peggiore delle ipotesi, dovrebbe arrivare a fine febbraio-inizio marzo, poi bisognerà aspettare solo i tempi tecnici per rendere operativo l’ospedale di zona disagiata. La conversione prevede (oltre a pronto soccorso, poliambulatorio e dialisi): lungodegenza; riabilitazione adeguatamente implementata; day-surgery; diagnostica per immagini ed endoscopia; medicina del lavoro. Intanto per oggi è stata convocata una conferenza stampa dal deputato Fabrizio Di Stefano e dal consigliere regionale Mauro Febbo e dai gruppi consiliari di LiberAtessa e Progetto Atessa. Tema: Atessa, presidio di area disagiata, un grande bluff elettorale. «Dispiace dirlo», chiosa Paolucci, che ha preannunciato la sua non candidatura, «ma in campagna elettorale ci sono loro e vanno a fare iniziative a Casoli e Guardiagrele, ospedali chiusi con il decreto 45/2010 quando governavano loro».
Matteo Del Nobile
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