Ospedale, ecco 1.300 firme per chiedere più servizi

La petizione di “Lanciano in Movimento” e Taglieri (M5S) a sindaco e Regione «Il Renzetti deve essere Dipartimento di primo livello e non una scatola vuota»
LANCIANO . Sono state consegnate all’assessore alla salute Nicoletta Verì, e per conoscenza al sindaco Mario Pupillo, le 1.300 firme raccolte dall’associazione “Lanciano in Movimento” e dal consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), per far sì che l’ospedale Renzetti sia nei fatti un Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di primo livello.
La petizione ha superato le 1.300 sottoscrizioni in soli 3 fine settimana di raccolta tra problemi legati al Covid e chiusure. Pochi giorni in cui sono state ascoltate anche tante lamentele dei cittadini che del presidio hanno evidenziato le carenze, ma soprattutto il senso di abbandono che si percepisce nella struttura, tornata nell’occhio del ciclone ora per i contagi Covid-19. «Il nostro obiettivo è dare una scossa», dice Taglieri, «perché il Dea di 1° livello al Renzetti non deve essere una semplice etichetta su una scatola vuota. Ad oggi l’ospedale non eroga regolarmente e con continuità i servizi previsti, ponendo il comprensorio in una condizione di grave disparità rispetto agli altri serviti da “reali” Dea di 1° livello».
E nella petizione vengono precisate le carenze di personale, attrezzature, strutturali. «Radiologia, Otorino, Ostetricia e Ginecologia, Urologia, Gastroenterologia, Anestesia e Rianimazione, considerate imprescindibili per il funzionamento di un Dea», riprende il consigliere, «hanno gravi carenze nell’organico, tali da pregiudicare la continuità del servizio, che in alcune unità ormai viene garantito solo dal lunedì al giovedì e solo nelle ore diurne. È stato recentemente annunciato anche il trasferimento ad Atessa della Gastroenterologia che fornisce a Lanciano annualmente circa 9mila prestazioni, è centro di riferimento per la celiachia, ed è uno dei due centri nella Asl in grado di eseguire biopsie epatiche ecoguidate, ed eroga servizi di ambulatorio a circa 100 pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali». E che dire della struttura, del fatto che si esce fuori per passare da un padiglione ad un altro, dei macchinari obsoleti, della tac dirottata a Vasto.
«L’ospedale sembra un giocattolo da smontare a piacimento senza nessuna visione», attacca Taglieri, «e ora con il coronavirus tornato tra le corsie, nonostante sia presidio Covid free, è senza guida. Quindici infetti in 15 giorni, tre reparti chiusi. Ho depositato in Regione una interrogazione sui Comitati aziendali Covid che mancano nelle Asl. Questi comitati verificano anche il rispetto delle normative anti-contagio tra il personale sanitario e sarebbero utili al Renzetti dove, tra l'altro, sono stati spesi migliaia di euro per rimuovere le tende e installare container invece di attuare modifiche strutturali al Pronto soccorso aumentando il livello di sicurezza, che, visti i contagi, è evidentemente venuto meno».
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