Ospedale, i letti dei malati nei corridoi

Chieti, ancora barelle fuori dalle stanze nel reparto sovraffollato: pazienti assistiti dietro i paraventi, la protesta dei familiari
CHIETI. Barelle in corsia che ostacolano il passaggio, malati costretti a cambiarsi davanti a tutti, parenti curvi sui letti improvvisati. Alzano la voce i familiari dei pazienti ricoverati nei due reparti della medicina generale dell’ospedale Santissima Annunziata: diritto alle cure e rispetto della dignità dei malati non sembrano avere risposte adeguate. Ma va guardata anche l’altra faccia della medaglia, perché i disagi sono evidenti pure per medici e infermieri: come riconosciuto da tutti, fanno il massimo e sono costretti a lunghi turni in spazi dove lavorare diventa sempre difficile. Ieri alle 13, all’orario delle visite, erano in totale 8 le barelle allineate lungo le pareti dei corridoi dei due reparti. E le proteste di chi assiste i malati, davanti a scenari da ospedale da campo, ormai non si contano più. In alcuni casi, improvvisati paravento fanno da scudo alla privacy. Ma c’è esasperazione e rabbia nelle parole dei ricoverati (e dei loro parenti) “parcheggiati” da giorni in corsia.
Quello delle barelle in corridoio è diventato un problema cronico, aggravato negli ultimi anni dalla riduzione di 150 posti letto complessivi dovuta alla chiusura dei corpi C ed F dell’ospedale di Chieti. La Asl ha cercato di inventarsi una ricetta anti-barelle. Dallo scorso anno maggio, infatti, sono disponibili 15 posti letto in più e un’assistenza organizzata per intensità di cura. I nuovi spazi sono stati attivati all’ottavo livello corpo D, dov’è stata ampliata la dotazione di posti letto di area medica, che toccano quota 73. Un potenziamento che la direzione dell’azienda sanitaria ha ritenuto necessario per fornire una prima risposta alla voluminosa richiesta espressa dai pazienti. L’ampliamento degli spazi ha consentito l’adozione del modello di assistenza per intensità di cura, graduata, ovvero in base alle condizioni dei malati: quelli in arrivo dal Pronto soccorso sono ricoverati all’undicesimo livello, corpo B, dove i posti letto a disposizione sono 28, mentre quelli stabilizzati e in via di dimissione vengono trasferiti all’undicesimo livello, dove l’assistenza viene modulata sulla minore complessità del quadro clinico dei pazienti. Ma la soluzione non è stata sufficiente per risolvere definitivamente il problema.
Nei due reparti di Medicina generale, come sottolineato a più riprese dagli stessi medici, giungono infatti anche pazienti affetti da patologie croniche che andrebbero indirizzati in altri contesti assistenziali. È dunque il solito problema del territorio che dovrebbe fare da filtro. Non solo: il 40 per cento dei pazienti arriva fuori dal territorio della Asl Lanciano Vasto Chieti e si incontrano difficoltà al momento delle dimissioni perché i posti disponibili in lungodegenza sono lontani dai comuni di residenza dei malati.

