Ospedale, il Comitato va da solo
Altre proteste dopo il consiglio regionale: il San Camillo resti aperto
ATESSA. «Siamo stati traditi, ora andremo da soli»: il Comitato in difesa dell’ospedale esprime la propria disapprovazione per le decisioni del Consiglio regionale sul futuro del San Camillo. Il Comitato è stato promotore di diverse iniziative in difesa del presidio sanitario, come la raccolta di seimila firme. «Martedì scorso, noi del Comitato, gli studenti dello Spaventa e tante persone, siamo andati a L’Aquila dove siamo stati presi in giro da una classe politica che ha illuso i partecipanti alla protesta per chiedere la revoca del provvedimento. Classe politica che alla fine ha trovato l’unanimità su una risoluzione che impegna il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, a convocare un tavolo a Pescara, non ad Atessa, per discutere con la politica, non con i cittadini, del futuro del nostro ospedale».
A L’Aquila, i manifestanti hanno lanciato uova contro i consiglieri regionali. «Chiediamo che maggioranza e opposizione consiliare di Atessa riacquistino la credibilità persa, ponendo come condizione per partecipare al tavolo di lunedì la “revoca del provvedimento di chiusura dei reparti chiusi” e che sia posto come punto fermo di ogni discussione il mantenimento della qualifica di “Ospedale per Atessa”».
Giulio Borrelli, capogruppo di Movimento Atessa Unita (Mau) e fondatore di Abruzzo Civico, afferma: «Aver fissato, finalmente, per lunedì l’inizio di un confronto di merito tra Asl, Regione e rappresentanti del Comune, è un primo risultato, parziale, niente affatto scontato. Per arrivare a una soluzione soddisfacente c’è bisogno dell’impegno di tutti i concittadini senza distinzioni di parte. Dobbiamo respingere le manovre che cercano di dividerci e far prevalere interessi personali e opportunismi dell’ultima ora. C’è spazio, in questa battaglia, per tutti quelli che vogliono davvero bene ad Atessa».
Matteo Del Nobile
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