Ospedale, il Green pass è un caso

Interpellanza in Regione del M5S sulle file per i controlli e gli ingressi negati
CHIETI. Dopo le file per entrare in ospedale a causa del controllo del Green pass, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi e Francesco Taglieri firmano una interpellanza in Regione. «L’interpretazione di qualsiasi norma nella Asl 2 è sempre fuori controllo», attaccano i consiglieri pentastellati, «le immagini che abbiamo visto nei giorni scorsi riguardo alle lunghe code per accedere alle strutture, con l’impossibilità perfino per i pazienti di entrare in ospedale senza l’esibizione del Green pass, sono l’ennesima testimonianza della totale mancanza di organizzazione che vige nell’azienda. Il diritto di accesso alle cure deve essere sempre prevalente. Perché se è sacrosanto rispettare ogni possibile precauzione contro il Covid, e rinnoviamo a tutti i cittadini che ancora non l’abbiano fatto l’invito a completare il ciclo di vaccinazione, in nessuna normativa nazionale o regionale è richiesta l’esibizione della certificazione verde per pazienti o utenti di visite ed esami ambulatoriali. Per questo abbiamo presentato un’interpellanza all’assessore alla sanità Nicoletta Verì per conoscere come mai all’interno della Asl 2 ci siano interpretazioni della normativa nazionale e di quella regionale diverse da ciò che accade in Abruzzo e nel resto d’Italia e, soprattutto, come si intenda recuperare le prestazioni non erogate nei confronti di pazienti a cui è stato negato l’ingresso negli ospedali».
Per la capogruppo Marcozzi e il vicepresidente della commissione regionale sulla sanità Taglieri, l’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio, a decorrere dal 18 ottobre, dispone l’applicazione di nuove linee di indirizzo regionali per l’accesso di visitatori e accompagnatori nelle sale d’attesa dei pronto soccorso e nei reparti delle strutture ospedaliere pubbliche e private della regione Abruzzo, ma non riguarda i pazienti.
«Il provvedimento», dicono, «fa riferimento alle disposizioni della legge nazionale del giugno scorso, che regola l’accesso per gli accompagnatori nei presidi ospedalieri solo se muniti di certificazione verde. Nessuno, a livello nazionale, ha fatto riferimento agli utenti delle strutture, contrariamente a quanto avvenuto nei giorni scorsi ad alcuni sfortunati cittadini abruzzesi che sono stati respinti all’ingresso delle strutture solamente perché, pur se vaccinati, non potevano mostrare copia del green pass». (a.i.)
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