Ospedale, il gruppo di maggioranza: centrodestra a pezzi

1 Giugno 2020

ATESSA. «È penoso il tentativo del centrodestra atessano di nascondere le proprie divisioni e la subalternità a scelte sbagliate della Regione e della Asl». Botta e risposta tra il gruppo di...

ATESSA. «È penoso il tentativo del centrodestra atessano di nascondere le proprie divisioni e la subalternità a scelte sbagliate della Regione e della Asl». Botta e risposta tra il gruppo di maggioranza “Uniti per Atessa” e le forze di centrodestra.
«Nel tentativo di nascondere la propria crisi e le divisioni nel centrodestra locale, “Progetto Atessa” si lancia in una spericolata e menzognera ricostruzione delle vicende dell’ospedale San Camillo de Lellis», scrive in una nota “Uniti per Atessa” rivolgendosi a Debora Fioriti, presidente di Progetto Atessa, e a Carmine Fioriti, consigliere comunale dello stesso movimento: «Le vostre menzogne e i vostri comportamenti ambigui, dovrebbero suscitare il disgusto dei vostri stessi elettori, che state ingannando. Se l’ospedale di Atessa oggi fa parte della rete ospedaliera abruzzese, è solo perché questa amministrazione è riuscita a farlo rientrare tra le eccezioni previste dalla legge Lorenzin (ancora in vigore) per l’area disagiata. Non di certo per le azioni o l'operato di “Progetto Atessa” e dei suoi alleati».
Il direttivo di “Progetto Atessa” ha puntato il dito contro centrodestra, centrosinistra, amministrazione comunale guidata dal sindaco Giulio Borrelli e Mpa (Movimento civico abruzzese) di cui Borrelli era coordinatore regionale: «Sullo stato del San Camillo siete tutti responsabili, ora è inutile che vi scarichiate a vicenda le colpe».
“Uniti per Atessa” si scaglia contro le scelte di Carmine Fioriti, capogruppo di “Progetto Atessa”. «Nell’ultimo consiglio comunale, il consigliere Fioriti ha firmato assieme ai tre consiglieri di LiberAtessa (Sara Cappellone, Nicola Cicchitti e Vincenzo Pellegrini, ndc), una mozione in cui chiede “di inserire all’interno della rete degli ospedali Covid il presidio ospedaliero di Atessa”, rendendosi complice di un progetto che, così come è stato concepito, è un imbroglio per il nostro territorio perché mette a disposizione quasi tutto l’ospedale per il Covid e lascia solo una parte residuale ai servizi sanitari di base, cancellando di fatto le unità ospedaliere (day surgery innanzitutto) che ci spettano proprio in seguito alla coraggiosa e coerente battaglia che la nostra amministrazione ha condotto, con i sindaci del territorio, sin dal suo insediamento nell’estate 2017».
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