«Ospedale in abbandono, altro che rilancio»

14 Giugno 2023

Il coordinamento centrosinistra, movimenti civici e M5S replicano al manager Asl: «Torni sulla terra»

LANCIANO. «Il direttore generale Asl Thomas Schael torni sulla terra: non può far passare per azioni virtuose atti dovuti per legge, come la sostituzione dei primari in pensione e la stabilizzazione del personale e per innovazione strumentale una tardiva sostituzione di macchinari obsoleti». Così il Coordinamento movimenti civici, centrosinistra, M5S e gruppi consiliari opposizione bolla le parole di Schael in conferenza stampa che ha parlato di un Renzetti in attivo, con personale, macchinari nuovi e altri in arrivo e che è messo in cattiva luce dai lancianesi che ne lamentano carenze che non ci sono.
«L' ospedale Renzetti è abbandonato», sottolinea il coordinamento, «e rischia di morire a causa di progetti che porteranno lo spostamento altrove di alcuni reparti a causa del progetto cuci-scuci di Schael sul nuovo ospedale di cui purtroppo il sindaco Filippo Paolini non ancora comprende la portata». Sindaco definito “dimesso e supino” alla volontà del direttore generale Asl e che invece dovrebbe «spingere chi ha responsabilità aziendali e politiche ad occuparsi delle tante criticità che stanno emergendo ogni giorno di più dal Renzetti» e che dovrebbe verificare di persona quanto accade nel presidio. A cominciare dal Cup, pure attaccato dal manager per la questione delle mancate prenotazioni al Renzetti e dei rinvii. «Qualche operatore del Cup al momento della prenotazione si esprime in modo improprio e lascia senza una risposta il cittadino: esistono le liste di galleggiamento, cioè l’utente, che ha il diritto di pretendere la presa in carico, in mancanza di una data disponibile in quel momento lascia i recapiti e a stretto giro sarà ricontattato», ha detto il manager. «Piena solidarietà agli operatori del Cup che lavorano in condizioni precarie con poche postazioni funzionanti», riprende il coordinamento, «e sulle liste di attesa la realtà è desolante: per prenotare semplici raggi si arriva a settembre a Casoli, a novembre i più fortunati prenotano una gastroscopia a Ortona e 2 anni servono per un ecodoppler. È solo grazie all’impegno, alla generosità e all’abnegazione di tanti medici, infermieri e personale precario che il Renzetti riesce ancora a restare in piedi in una sorta di auto-gestione resiliente».
E poi l’attacco ai servizi promessi dall’assessore regionale Nicoletta Verì nel 2021 e che un Dea di 1 livello deve avere, ossia urologia, oculistica e otorino: «Al Renzetti non sono h24 ma addirittura sono chiusi nel fine settimana con pazienti che sono costretti a recarsi a Chieti. Invieremo il documento sulle criticità del presidio e lo smantellamento della rete di emergenza urgenza sul territorio al comitato ristretto dei sindaci Asl», chiude il coordinamento.
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