Ospedale, l’allarme del sindaco: «Sul policlinico non si investe»

Disagi e carenze al Santissima Annunziata, Ferrara preoccupato per le sorti del presidio teatino Il primo cittadino attacca: «Sempre meno servizi e reparti, così la struttura va impoverendosi»
CHIETI . L’ospedale e la sanità teatina non lasciano tranquillo il sindaco di Chieti, Diego Ferrara. I problemi e le criticità, che sempre più spesso vengono segnalati, inquietano il primo cittadino, che al Centro non nasconde i suoi timori sulla situazione relativa al Santissima Annunziata: «Siamo seriamente preoccupati dalla mancanza di investimenti sulla struttura», afferma anche in qualità di presidente del comitato ristretto dei sindaci.
I TIMORI
«Ci preoccupa non poco la nuova bocciatura del tavolo di monitoraggio ministeriale alla sanità regionale, che con la gestione del centrodestra è da quasi quattro anni ferma sul fronte della programmazione», afferma Ferrara. Secondo quest’ultimo, Chieti esce da tale programmazione «ulteriormente colpita». Prende in esame l’ipotesi di Dea di II livello sull’ospedale pescarese, un’eventualità che andrebbe a confermare il «progressivo impoverimento del nostro clinicizzato, da anni senza alcun tipo di investimento e intervento e ciclicamente spogliato di reparti, funzioni e servizi».
IL CONSIGLIO STRAORDINARIO
Il sindaco definisce tutto questo un «disagio» che non viene manifestato solo da una parte politica. A testimonianza di ciò, si è pensato ad un consiglio comunale straordinario, la cui data era stata fissata inizialmente al 17 giugno. Ora, però, è slittato di dieci giorni: si terrà il 27 giugno. «Auspico si arrivi con un unico documento che chiederà impegni alla Regione affinché la dignità, la storia e la qualità della sanità teatina venga veramente riconosciuta, consolidata e tutelata con azioni concrete e in tempi sostenibili», incalza il sindaco.
L’ATTACCO
«In questi mesi ho tenuto strettissimi contatti con i medici del clinicizzato e mi sono attivato ogni volta che l’ospedale ha perso qualcosa per capire l’entità delle scelte fatte dalla Asl e avallate dal governo regionale», continua Ferrara. «Abbiamo visto chiudere il distretto sanitario a Chieti Scalo, abbiamo visto sfumare i fondi per la costruzione del nuovo ospedale, abbiamo avuto rassicurazione su investimenti relativi alla riqualificazione della struttura attuale, sfumati anche quelli, nonostante l’imponente disponibilità di risorse a disposizione della Regione per agire anche su Chieti, evitando di polarizzare su Pescara, L’Aquila e Teramo fondi e interventi, come sta invece accadendo». Primari, medici e operatori «vivono sulla propria pelle la conseguenza di tali scelte». Tanti i disagi, come quelli relativi alla Pet Tac di cui Chieti è rimasta sprovvista e su cui «abbiamo ricevuto in questi mesi solo assicurazioni che non aiuteranno i malati oncologici che ne hanno bisogno per curarsi, a vedere migliorata la propria condizione».
L’IMPEGNO
Il primo cittadino non ci sta a tutto questo e si mostra battagliero: «Come sindaco e presidente del comitato ristretto della Asl assicurerò il monitoraggio sulle fasi deliberative inerenti le sorti strutturali, culturali e delle eccellenze professionali del nostro policlinico. Lo farò», conclude, «insieme a tutti i cittadini e in particolare ai movimenti spontanei dei primari ospedalieri, relazionandomi anche all’università, alle organizzazioni dei malati oncologici e delle famiglie dei pazienti affetti da disabilità e patologie rare e, infine, al comitato civico “Salute pubblica” di Chieti, nonché ai componenti della commissione Sanità del Comune».
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