Ospedale, l’Ortopedia diventa programmata e punta sulle protesi

Al Bernabeo apre una sezione autonoma anti-liste di attesa L’assessore Paolucci: un altro pregio per questo presidio
ORTONA. Un’unità operativa semplice dipartimentale di Ortopedia programmata, con una propria autonomia gestionale, per abbattere le liste di attesa e ridurre la mobilità passiva. La deliberazione del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, la 1.498 dello scorso 18 dicembre, riconverte all’interno dell’ospedale di Bernabeo di Ortona l’Unità operativa semplice di Ortopedia e traumatologia in Uosd “Ortopedia programmata” afferente al dipartimento chirurgico. In sostanza ad Ortona si concentrerà l’attività ortopedica programmata, ossia quell’insieme di tipologie di interventi che possono essere, ad esempio, l’installazione di protesi. Questo permetterà di focalizzare su Chieti la traumatologia, mentre il reparto ortonese sarà a disposizione di tutti gli ortopedici aziendali per interventi di tipo programmato. Così facendo si intende ridurre le liste di attesa per gli stessi interventi programmati, abbassando di conseguenza la mobilità passiva di cui proprio l’ortopedia programmata soffre particolarmente. «E’ il Drg a più alto indice di mobilità passiva», sostiene il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco. Pertanto questo tipo di azione è stato pensato per ridurre le liste di attesa e quindi determinare un minor numero di pazienti abruzzesi che al fine di accorciare i tempi si rivolgono fuori regione per specifiche tipologie di attività ortopedica. Il reparto sarà coordinato da un responsabile che verrà nominato dopo una procedura di evidenza pubblica. «Quello di Ortona rappresenta un presidio che ha conosciuto un’importante e positiva trasformazione e adesso riacquisisce un ulteriore pregio attorno al grande tema dell’ortopedia», commenta l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci. «Sono molto soddisfatto di questo lavoro», continua l’assessore, «voglio ricordare che inizialmente c’era stata una richiesta del ministero, risalente al 2014, di trasformare la struttura in una Rsa. Oggi invece ha ottenuto innumerevoli eccellenze ed investe anche sulla grande questione delle liste di attesa per gli interventi programmati di ortopedia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

