Ospedale, la smentita di D’Alfonso

Ai privati 3 miliardi? Il governatore: «Che c’è di male». E il manager lo conferma
CHIETI. Strana cosa la politica: smentisce per confermare.
Il tema è quello del progetto di finanza del nuovo ospedale: tre giorni fa il Centro ha sostanzialmente scritto due cose, su impulso del forzista Mauro Febbo. La prima: dietro il nuovo ospedale c'è un'operazione che prevede 3 miliardi di ricavi per il privato grazie ai servizi (tipo lavanderia e manutenzione) da esternalizzare; la seconda è che la Regione ha dato incarico a un prestigioso studio legale che, nella consulenza, consiglia di fare distinzione tra le opere da realizzare e i servizi da affidare. Arriviamo al dunque.
Nei due interventi che pubblichiamo, il governatore Luciano D'Alfonso e il manager, Pasquale Flacco, ci smentiscono confermando. Leggere per credere. «Credo sia molto grave, ma soprattutto testimoni il clima di odio che si è generato in alcuni ambienti della nostra regione, mistificare ad arte la realtà dei fatti, al solo fine di ingenerare timori e sospetti nell'opinione pubblica», così scrive D'Alfonso. «Sento favoleggiare su 3 miliardi di euro che il privato, in 30 anni, incasserebbe da questa operazione ma non capisco tanto rumore su questa cifra: è quella che la Asl, in ogni caso, spenderebbe per i servizi afferenti al nosocomio teatino, sulla stima dei contratti già in essere oggi. Con questo project financing, a quella somma andrebbe scomputato il valore patrimoniale di un nuovo ospedale, oltre ad altri costi indiretti legati al miglioramento e all'efficientamento dei servizi sanitari all’utenza. Mi pare aritmeticamente evidente il vantaggio per i cittadini, senza tema di smentita da parte di chiunque».
D'Alfonso affronta quindi il secondo tema cioè che la proposta del raggruppamento temporaneo di imprese Maltauro-Azienda Bresciana Petroli Nocivelli-Finanza e Progetti dovrà essere aggiornata a quanto previsto dal nuovo codice degli appalti. E afferma: «Anche su questo aspetto ho sentito sollevare questioni che nulla hanno a che fare con le previsioni normative. Non è vero che, negli accordi di project financing, i contratti stipulati con i privati debbano riguardare alternativamente lavori o servizi. L'articolo 169 prevede, infatti, espressamente la possibilità di concludere contratti misti. Consiglio, dunque, ai pozzangheristi di turno di studiare meglio quanto stabilisce la legge».
Più avanti nell'articolo, però, il manager dice il contrario. Del resto il parere legale esiste, lo abbiamo pubblicato e lo ripubblichiamo oggi.
Sui motivi e la necessità del nuovo ospedale non si può però dar torto a D'Alfonso che scrive: «La costruzione di un nuovo ospedale a Chieti è un’opera ritenuta strategica e urgente dalla Regione a causa delle particolari e preoccupanti condizioni di precarietà strutturale dell’attuale policlinico teatino, che potrebbero avere ripercussioni anche sull’attività didattica della facoltà di medicina dell’università». Occhio però all'esternalizzazione dei servizi se poi deve finire come il Cup. Ma passiamo a Flacco.
Due i passaggi chiave del suo intervento: «Nel mentre si svolgevano le attività di valutazione della proposta», scrive il manager Asl, «è intervenuto il Nuovo Codice dei Contratti con effetti dal 19 aprile che ha parzialmente modificato, nell’essenza giuridica, gli articoli afferenti il partenariato pubblico-privato ed il project financing, senza però stravolgerne la procedura approvativa. Pertanto, questa Asl ha ritenuto di doversi avvalere dell’assistenza legale dell’avvocato, Marco Cerritelli, dello Studio Legale McDermott Will&Emery, richiedendogli apposito parere preliminare.
Tale parere, acquisito dalla Asl il 9 maggio, è stato immediatamente trasmesso all’attenzione del Presidente della Giunta Regionale, Luciano D’Alfonso, e al Componente la Giunta alla Programmazione Sanitaria, Silvio Paolucci. Esso è stato, tra l’altro, illustrato, dallo stesso avvocato Cerritelli, in sede della riunione svoltasi presso la Regione in data 20 maggio scorso, pervenendo alla condivisione della necessità di eventualmente rivalutare la proposta, alla luce della normativa sopravvenuta».
Il parere legale un effetto quindi lo ha sortito. Ma Flacco scrive ancora: «Circa l’importo di 3 miliardi di euro, scandalisticamente richiamato nello stesso articolo, vi è da precisare come esso rappresenti il coacervo di tutti i servizi annualmente affidati da questa Asl e computati per l’intero periodo della prevista concessione, erroneamente valutata in 30 anni (sono “solo” 25 ndr).
Insomma, si tratta di somme già in gran parte sostenute dalla Asl per il normale funzionamento dell’Ospedale che, in caso di aggiudicazione del project, sarebbero destinate al concessionario avendone, in cambio, la realizzazione di un moderno ed efficiente presidio ospedaliero». Cioè i 3 miliardi vanno ai privati. Qualcuno si scandalizza? (l.c.)

