Ospedale, parte l’operazione salvataggio

Sopralluogo del presidente D’Alfonso nelle palazzine C ed F: il cemento è impoverito ma l’emergenza verrà risolta
CHIETI. «Abbiamo esaminato la incombenza straordinaria di due corpi di fabbrica di complessivi 14 mila metri quadrati che nei fatti ha seri problemi di staticità e di resilienza strutturale. Il cemento impoverito c’è ma noi risolveremo l’emergenza». Le parole del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, al termine del sopralluogo nei corpi di fabbrica C e F del policlinico di Colle dell’Ara e del seguente confronto tecnico con i dirigenti degli uffici di edilizia sanitaria della 4 Asl abruzzesi e regionale, con direttore dei lavori pubblici, il capo Genio civile, il professore dell’università Roma Treingegner Camillo Nuti e del direttore generale della Asl Francesco Zavattaro.
«Le vie da seguire sono due», dice il governatore, «lavorare sull’esistente o realizzare un nuovo corpo di fabbrica. Entro la prossima settimana il comitato di studio redigerà un verbale per una decisione finale». Secondo D’Alfonso il problema che si pone, se orientati verso la prima scelta, anche sulla base di quanto detto dal professor Nuti e del consulente tecnico del tribunale ingegner Enrico De Acetis, è che intervenire sul preesistente potrebbe rivelarsi inutile se poi anche dei circostanti corpi di fabbrica si accertasse una debolezza strutturale.
Nella relazione del consulente tecnico del tribunale c’è scritto: «dall'analisi degli ipotetici interventi, non si può prescindere che i medesimi se parziali a carico dei pilastri, non risolverebbero il problema della messa in sicurezza, in quanto gli interventi per gli edifici strategici devono obbligatoriamente riguardare tutti gli elementi strutturali nel loro insieme e soprattutto tener conto della risposta globale degli edifici ad un evento sismico. In ogni caso», continua il Ctu, «gli interventi ipotetici proposti, verosimilmente, non potranno mai raggiungere livelli di sicurezza congruenti per una struttura ospedaliera».
L'ingegner Nuti, della società Stin, che ha effettuato i rilievi tecnici sulla struttura ospedaliera, ha inoltre sottolineato che: «Sono in esecuzione lavori di rinforzo delle due strutture per far sopportare i carichi verticali. Alcuni piani, in questo caso non possono essere utilizzati. Ma io credo», ha detto il professor Nuti, «che ci sia un problema più generale dell'intera struttura che va oltre la criticità dei due padiglioni di cui si sta parlando».
Il presidente D’Alfonso relativamente alle spese da sostenere sostiene «che ci sono 250 milioni di euro per l'edilizia sanitaria nella nostra Regione. Abbiamo diverse strade da seguire come lo Sblocca Italia che potrebbe consegnarci risorse importanti, così come anche il project financing. Il primo dicembre verrà in Abruzzo il responsabile della Protezione Civile Nazionale Franco Gabrielli che verificherà la situazione di alcuni siti critici della nostra Regione, fra cui anche questa struttura».
Il direttore generale della Asl teatina Francesco Zavattaro ha spiegato che «quella di cui si parla oggi è una situazione che si trascina da anni. Le verifiche fatte dalla Protezione Civile hanno evidenziato nel tempo problemi di staticità e sismicità dei due padiglioni. Noi dobbiamo garantire margini di sicurezza e intervenire, sapendo che stiamo parlando di interventi complicati da un punto di vista tecnico e che devono anche fare i conti con le risorse disponibili».
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