Ospedale, raccolte 1.200 firme: «No alle terapie dentro i camion»

Tre associazioni fanno fronte comune e contestano le cure all’interno dei tir nel piazzale del 118 «Va avanti così da 8 anni, basta proroghe». Anche sindaco e assessore partecipano alla petizione
CHIETI. Basta con gli esami oncologici sul camion. Parte la petizione di tre associazioni per chiedere ad Asl e Regione di bloccare le procedure di noleggio dei tir con la Pet mobile, per comprarne o affittarne una fissa da sistemare all’interno del reparto di Medicina nucleare. Da più di 8 anni, all’ospedale di Chieti, la Pet è ospitata all’interno di camion parcheggiati nel piazzale del 118. Chieti è una delle sole 5 città d’Italia a essere costretta a ricorrere al sistema dei tir. I pazienti, per lo più anziani affetti da patologie oncologiche o demenza senile, sono spesso costretti ad aspettare fuori, esposti alle intemperie e, fino alle settimane scorse, anche insieme a chi è in fila davanti al 118 per fare il tampone Covid. Una volta arrivato il proprio turno, si è costretti a salire sul camion, cosa non facile non essendoci neanche una pedana per i portatori di handicap, e a fare i conti con spazi ridotti e servizi igienici a dir poco inadeguati.
Dopo aver tentato invano di dialogare con i vertici della Asl, tre associazioni che rappresentano i malati oncologici hanno raccolto 1.224 firme da inviare alla Regione e ieri mattina la petizione si è arricchita di due importanti firme in più: quelle del sindaco Diego Ferrara e dell’assessore comunale alla sanità Giancarlo Cascini. Sindaco e assessore, entrambi medici, hanno ricevuto in municipio Patrizia Bonora, responsabile dell’associazione Gaia, Monica Marinari, coordinatrice dell’associazione Lory a colori, e Gianni Di Labio e Roberto Sambenedetto dell’associazione Il Popolo di Chieti. I responsabili delle associazioni hanno spiegato come la loro proposta, oltre a venire incontro ai problemi dei pazienti, è anche vantaggiosa dal punto di vista economico per Asl e Regione. L’amministrazione regionale ha, però, avviato una gara d’appalto per affidare il noleggio per altri quattro anni (2 più 2) della Pet al costo di 2.784.915 euro. Le associazioni chiedono di utilizzare quei soldi per mandare via i camion e acquistare, o anche noleggiare, una Pet di ultima generazione da sistemare in reparto che possa lavorare 5 giorni su 7, anziché 2 su 7, come avviene ora. In questo modo, non solo la Asl recupererebbe in breve tempo la somma impiegata per l’acquisto del tomografo, ma, grazie alla mobilità attiva, andrebbe anche a guadagnarci. Ferrara e Cascini hanno subito sposato la causa. «Si tratta di una battaglia per assicurare dignità ai pazienti ed efficienza alle prestazioni sanitarie erogate», hanno detto firmando la petizione. Sindaco e assessore si sono impegnati a portare la questione in consiglio comunale così che sarà l’intero Consiglio, al di là degli steccati politici, a fare propria la battaglia. Una battaglia che non è solo della città di Chieti ma di tutto il territorio della Asl. Ecco perché si è deciso di coinvolgere anche i sindaci del territorio.

