Ospedale, salma lasciata per ore sul pianerottolo

Chieti. Il figlio: «Abbandonata davanti all’ascensore, morte senza dignità» La Asl: «Deve passare un po’ di tempo prima che il corpo vada all’obitorio»
CHIETI. Abbandonata su un pianerottolo dell’ospedale Santissima Annunziata. Tra sporcizia e muri scrostati. Per tre ore la salma di una novantenne è stata lasciata davanti a un ascensore all’undicesimo livello, corpo A-B. Un letto appoggiato al muro, da cui spuntano ancora i tubi collegati alle macchine che tenevano in vita la donna. È stato il figlio, una volta trovata la madre, a prendere il lenzuolo e tirarglielo pietosamente sul volto, perché potesse essere nascosto alla vista dei passanti. Di fronte a quella scena, l’uomo ha preso il cellulare e ha girato un video, per mostrare in quale stato avesse trovato sua madre morta. Lui è Nello Raspa, personaggio conosciuto a Pescara, per l’impegno con l’associazione Insieme per Fontanelle. Nel video si vedono i muri sporchi, scrostati e con scritte che nessuno ha cancellato, le cicche di sigaretta lasciate a terra, l’ascensore e, davanti, il letto con il lenzuolo che copre la salma. «Ecco dove tengono i defunti appena deceduti», commenta Raspa, «ecco mia madre». Raspa racconta di essere stato avvisato della morte alle 3 della notte. Alle 3 e mezzo era in ospedale e poi l’amara scoperta: la salma lasciata su un pianerottolo. Alle 7 la salma è stata portata in obitorio. «Mi hanno spiegato che si tratta di un luogo poco frequentato», racconta Raspa, «perché l’ascensore è a uso interno. Ciò non toglie che quello a cui ho dovuto assistere è la scena di una morte senza dignità».
La denuncia di Raspa è stata ripresa anche dal consigliere regionale 5 Stelle Domenico Pettinari: «Un uomo non può morire in queste condizioni», dice, «io non voglio più questa sanità. Voglio una sanità vicina. Una sanità di qualità. Una sanità giusta».
«Né abbandonata né lasciata tra i rifiuti», è la replica della direzione generale Asl. «Questi i fatti. Come da prassi, subito dopo il decesso è stato effettuato il tanatogramma, un elettrocardiogramma della durata di venti minuti, eseguito per accertare l’arresto cardiaco. Ultimata questa procedura e prima di essere portato in obitorio, il corpo viene ancora trattenuto per due ore in osservanza della cosiddetta “sosta salma”. Le tre ore, quindi, non sono trascorse per noncuranza da parte del personale, ma semplicemente perché quello è il tempo di osservazione previsto dalle procedure prima del trasferimento della salma nella camera ardente. È evidente che tale circostanza non consente la permanenza ancora in reparto né prevede una diretta vigilanza da parte del personale sanitario».
Peccato che per la “sosta salma” il Santissima Annunziata non abbia, come tantissimi altri ospedali, anche più piccoli, una stanzetta dove lasciare il corpo prima che sia trasportato in obitorio.
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