Ospedale senza mascherine Sos alla protezione civile
Il dg lancia l’allarme e chiede l’invio immediato di mille dispositivi di protezione E oggi pomeriggio 700 fra medici e farmacisti si riuniscono all’università
CHIETI. L’ospedale di Chieti resta senza mascherine: il direttore generale della Asl, Thomas Schael, scrive alla Protezione civile per chiedere un rifornimento urgente. Allerta per il Coronavirus, ma non solo: ci sono emergenze quotidiane da affrontare nel reparto di Malattie infettive che prevedono l’utilizzo di dispositivi di protezione. Ecco perché il manager ha deciso di inviare una lettera ufficiale per ottenere fin da subito mille mascherine. Già martedì mattina Schael ha presentato una denuncia in procura per segnalare come, nel giro di pochi giorni, siano sparite decine di scatole con gli indispensabili dispositivi, in particolare dai reparti del blocco operatorio. Ieri mattina, in ospedale sono tornati i poliziotti della squadra mobile, guidati dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio, che hanno avviato le indagini per scoprire i responsabili del furto. Ma non sarà facile, considerando la totale assenza di telecamere all’interno del policlinico Santissima Annunziata come previsto dalle legge sulla privacy. «È vergognoso», ha commentato il direttore generale, «che in un momento critico come questo, in cui la sicurezza va garantita prima di ogni cosa, si verifichino episodi del genere nella sanità pubblica. È dovere preciso da parte nostra segnalare l’accaduto all’autorità giudiziaria».
Nel frattempo, la Asl Lanciano Vasto Chieti ha convocato per oggi una «riunione plenaria» in cui 700 fra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti di tutta la provincia incontreranno Schael per affrontare il tema delle procedure da seguire in materia di Coronavirus. «Ai partecipanti», spiegano dall’azienda sanitaria, «sarà consegnata una mini guida, snella ed essenziale, con informazioni e procedure da seguire per la gestione del primo livello dei potenziali casi. L’obiettivo è fornire indicazioni uniformi e condivise ai professionisti che sul territorio intercettano per primi i casi sospetti o, semplicemente, sono chiamati a rispondere a dubbi e timori dei loro assistiti, specie se hanno avuto contatti con aree a rischio». La riunione si terrà nell’auditorium del Rettorato dell’università d’Annunzio alle 19.30. (g.let.)
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