Ospedale senza primari, mancano anche i capisala

24 Gennaio 2021

Il sindaco alla Asl: non c’è il direttore sanitario e i macchinari promessi non arrivano Nursind e Nursing Up: c’è una graduatoria per il personale ma è ferma da due anni

LANCIANO. «Un ospedale decapitato, senza direttore sanitario. Reparti senza primari e con coordinatori infermieristici costretti a sobbarcarsi più servizi per mandare avanti il lavoro. Unità operative, come urologia, che lavorano 12 ore per mancanza di personale costringendo gli utenti a rivolgersi altrove. Macchinari promessi, dispersi. L’ospedale Renzetti è all’abbandono, ora basta». È furioso il sindaco Mario Pupillo che con il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu ho incontrato il direttore sanitario Asl Angelo Muraglia, per chiedere personale per far funzionare l’ospedale: «Molte unità oltre ad essere senza guida, sono ridotte all’osso, come possono garantire i servizi agli utenti?», chiede il sindaco. «E le carenze partono dal direttore sanitario di presidio, decapitato dalla Asl, mentre è fondamentale per poter lavorare e perché l’ospedale mantenga la propria autonomia. Non esiste un direttore unico con Vasto, non vanno accorpate le direzioni: è una scelta inutile e dannosa per entrambe le città. I due ospedali devono avere due guide diverse per meglio rispondere alle istanze territoriali. Poi oggi sono tutte e due senza guida».
Leitmotiv che si ripete nei reparti, semplici e complessi di: chirurgia, reparto cardine di un ospedale, cardiologia, radiologia, neurologia, odontostomatologia, anatomia patologica, citologia, laboratorio analisi, riabilitazione, gastroenterologia, urologia: unità imprescindibili per il funzionamento di un ospedale di primo livello quale dovrebbe essere il Renzetti. «Di questi ci sarebbe il primario di neurologia da nominare visto che la gara è stata fatta da anni», ricorda Pupillo, «perché non viene nominato?». E non va meglio per i coordinatori, che devono gestire due o più reparti. Mancano i caposala in pediatria, ginecologia, oculistica, otorino, medicina, chirurgia e rianimazione. «Sono tutti reparti seguiti da coordinatori di altre unità, che hanno già un carico di lavoro notevole», protestano Vicenzo Pace e Patrizia Bianchi, sindacalisti di Nursind e Nursing Up, «tra approvvigionamento farmaci, dispositivi, organizzazione turni e servizi, controllo macchinari. Carichi notevoli mentre c’è una graduatoria ferma da due anni a cui poter attingere». C’è ad esempio il caso limite dell’anatomia patologica senza direttore e senza coordinatore, con un solo medico che non può fare miracoli. «E servono medici», riprende Pupillo, «a partire da urologi e otorini. Non è possibile che chi ad esempio ha problemi urologici e ha la sfortuna di sentirsi male di pomeriggio, viene trasferito a Vasto o a Chieti». E urologia ha fatto 1.700 prestazioni nel 2020, col blocco Covid e con un solo medico da ottobre; indice che è un servizio importante. Poi i macchinari. «Attendiamo la tac promessa», chiude il sindaco, «e i lavori da fare con i fondi Covid. E siamo pronti a rivolgerci alle sedi opportune se vediamo atti illegittimi. Lo abbiamo fatto già con la tac dirottata a Vasto; il caso è dinanzi al Tar».
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