Ospedale smantellato Ecco l’esposto di Borrelli

1 Maggio 2016

Il manager della Asl denunciato per furto dopo il trasloco dei letti operatori «Così si provoca l’interruzione presente e futura dell’ assistenza essenziale»

ATESSA. Ecco l’esposto denuncia per furto che Giulio Borrelli e il Mau hanno inoltrato al Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lanciano (e per conoscenza alla Compagnia dei carabinieri di Atessa) contro il direttore della Asl Pasquale Flacco. Le motivazioni risiedono nella “sottrazione” di letti chirurgici dalle sale operatorie del San Camillo e dirottati verso il polo cardiochirurgico di Chieti. «In data 28 aprile 2016 intorno alle 15, alcuni addetti al trasporto-trasloco della Asl Lanciano–Chieti-Vasto, entravano nel presidio ospedaliero di Atessa, prelevavano un letto chirurgico dalle sale operatorie cosa che si aggiunge a una precedente sottrazione di un altro letto chirurgico. La scorsa estate sono stati sottratti: un letto operatorio, un respiratore, un letto ortopedico, un monitor multiparametrico, tre respiratori per terapia intensiva, sottrazioni avvenute nella scorsa estate».

Tali atti si sono verificati in modo del tutto improvviso. «Infatti», si continua nella denuncia «nessuno dei soggetti competenti per legge era stato avvisato, né per iscritto, in via formale né per le vie brevi, oralmente». La sottrazione dei detti letti operatori appare illegale, illegittima, ingiusta e di enorme gravità per le seguenti motivazioni: «I letti operatori in questione sono regolarmente inventariati presso il p.o di Atessa cui appartengono; i medesimi sono essenziali allo svolgimento di qualsiasi operazione chirurgica, che ora è impedita, di fatto, dalla loro sottrazione. Le sale operatorie sono state rinnovate di recente e le attrezzature hanno un ancora un rilevante valore economico. Con la sottrazione in questione, l’ospedale è stato di fatto paralizzato, non potendosi più effettuare operazioni chirurgiche». La presenza, o l’assenza, di sale operatorie funzionanti incide sulla qualifica dell’ospedale stesso. «Non si può prescindere, perciò, dalla constatazione preliminare che le leggi in vigore definiscono il San Camillo come un p.o. provvisto di tre sale operatorie e che la sottrazione delle stesse comporta una de-qualificazione, contra legem, dello stesso nosocomio. Difatti, a oggi, nessun atto ha decretato la chiusura delle stesse, o la qualifica del San Camillo che preveda l’assenza di sale operatorie».

Il punto cruciale della denuncia è che «le sale operatorie a esso afferenti devono essere, per la legge e nei fatti, funzionali e funzionanti» e inoltre: «Tali sottrazioni dunque provocano l’interruzione presente e futura di assistenza medica essenziale, di un servizio pubblico, come quello sanitario. Infatti, sotto il profilo patrimoniale, il fatto, per la natura e il valore dei beni, configura un atto di amministrazione straordinaria, che necessita dei pareri obbligatori della direzione sanitaria, amministrativa e del responsabile delle sale operatorie del p.o. di Atessa». Il direttore generale Asl per i compiti assegnati per legge «non può compiere atti che incidano sulla programmazione della sanità pubblica né può cambiare l’impostazione».

Attualmente Atessa è ancora presidio ospedaliero e il responsabile delle sale operatorie di Atessa, dottor Enrico Flocco, non è stato avvisato di un’eventuale rimozione dei letti operatori, la qual cosa «appare eccedere le competenze del direttore generale ed essere contra legem, in quanto viola la qualifica legale del p.o. di Atessa».