Ospedale, stipendi tagliati per ottocento dipendenti

30 Agosto 2020

I sindacati Nursing Up e Nursind denunciano: buste paga con 600 euro in meno Manca il personale, chiuso l’ufficio rilevazioni presenze: fermati i conteggi

LANCIANO. Stipendi tagliati a settembre per gli 800 dipendenti dell’ospedale Renzetti. Personale del comparto e medici troveranno buste paga con 500 o 600 euro in meno, come denunciano i sindacati degli infermieri Nursind e Nursing Up, a causa della chiusura dell’ufficio rilevazioni presenze del presidio.
Ennesima tegola che si abbatte su un ospedale che di problemi ne ha già molti tra macchinari obsoleti, cantieri infiniti, liste di attesa per gli esami che si allungano.
«Ben 800 dipendenti del Renzetti, tra professionisti sanitari, di supporto e medici si ritroveranno con un taglio degli stipendi notevole a breve», dicono Patrizia Bianchi, consigliere regionale Nursing Up e Vincenzo Pace, segretario provinciale Nursind, «e senza avere contezza di ferie, malattie, indennità di rischio, notturne, benefici legati alla legge 104. Questo perché l’ufficio rilevazioni presenze, che fa gli stipendi e contava su tre dipendenti, dal 1° luglio è chiuso». E si sono così ammucchiati centinaia di fogli di richieste da inserire nel sistema. «L’ufficio è chiuso», spiega Bianchi, «perché è senza dipendenti. Di tre impiegati uno a maggio è stato spostato in mobilità in un ufficio del territorio, il secondo è in malattia e la terza impiegata dal 1° luglio è andata in pensione. L’ufficio quindi è chiuso e gli scatoloni sono pieni di richieste inevase. Senza questi inserimenti poi, il cartellino di presenza risulta con buchi di debito orario. Il mese di luglio quindi non è aggiornato e questo inciderà sullo stipendio che si percepirà a settembre». «Si avrà una paga base», aggiunge Pace, «senza indennità di rischio, di turno, ferie o malattie. Si tratta ad esempio per gli infermieri di 500/600 euro in meno, ed è tantissimo per famiglie che hanno mutui e spese da sostenere. E il problema è che questo danno è causato dall’azienda che non ha saputo organizzarsi per evitare il blocco del servizio». «Abbiamo fatto solleciti alla Asl», riprendono i due sindacalisti, «ma senza avere risposte. E ci chiediamo come sia stato possibile arrivare a questo punto. L’ufficio risorse umane sapeva del dipendente in mobilità e di quello che andava in pensione: perché non ha spostato altri amministrativi in questo servizio che ha bisogno anche di personale formato per poter evadere tutte le richieste?»
E i problemi oltre che sugli stipendi sono anche organizzativi per i reparti, tra turni, ferie, malattie da concedere: conteggi che così non possono essere fatti con precisione. «Chiediamo», chiudono i due sindacati, «il ripristino immediato dell’organico nel servizio rilevazioni presenze, e di aggiornare subito i dati affinché non ci siano ulteriori tagli, oltre a quelli che ci saranno a settembre, che pesano sui dipendenti, ma anche e soprattutto sulle loro famiglie».