Ospedale, tagli alle coop Protestano i dipendenti

Presidio sotto la Asl, i sindacati: orari ridotti e assistenza a rischio, famiglie in crisi Il Pd: la Regione intervenga, il lavoro va garantito. La Sinistra: scelta indegna
CHIETI. Protesta sotto la sede della Asl, questa mattina dalle 10 alle 12, per contestare i tagli orari alle cooperative in servizio negli ospedali di Chieti e provincia e nei distretti sanitari. E intorno ai dipendenti esterni che assicurano i servizi della sanità si schierano il Pd, il Comune di Chieti e anche l’amministrazione di Vasto.
La manifestazione di oggi, con il sottotitolo “Da eroi a esuberi”, è organizzata dai sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uiltucs-Uil che promettono: «In assenza di risposte concrete e percorsi condivisi metteremo in atto ulteriori iniziative». Secondo i sindacati, «nei prossimi giorni ci saranno importanti riduzioni di ore (350 ore/die) tali da determinare enormi problemi economici ai lavoratori e alle loro famiglie, con esuberi di personale e totale incertezza sul futuro dell’appalto (nonostante la recente delibera di proroga affermasse il contrario)». Il sindacato Usb riassume così il caso: «È notizia degli ultimi giorni di una riduzione del monte orario per il personale delle ditte in appalto, mentre in alcuni reparti viene comunicato dall’oggi al domani al personale delle ditte esterne di non presentarsi a lavoro».
«Auspichiamo che la Regione assuma, in breve tempo, decisioni a tutela dei dipendenti delle cooperative sanitarie appaltatrici della Asl di Chieti», dicono il segretario regionale del Pd Abruzzo Michele Fina e la responsabile lavoro Lisa Vadini, «è necessario garantire la continuità occupazionale di coloro che svolgono un servizio essenziale per la Asl e che contribuiscono a rendere efficiente il trattamento dei pazienti». Sul caso il consigliere regionale Pd Silvio Paolucci ha annunciato un’interpellanza.
Anche il gruppo Pd di Chieti prende posizione: «Ridurre le ore lavorative, come annunciato dalla Asl, non programmare un reclutamento che tenga conto delle esperienze, titoli e competenze acquisite dagli operatori che già hanno prestato servizio nelle strutture della provincia, innescare tensioni e ulteriore senso di precarietà in chi è stato, appunto, definito “eroe” e che oggi sicuramente da questa espressione può sentirsi beffato, dà la misura della miopia politica e gestionale tanto a livello aziendale quanto di programmazione sanitaria regionale. Una politica e una gestione accorta dovrebbe invece incrementare l’assistenza e i servizi ospedalieri adesso che le strutture sanitarie, al netto della pandemia che non può dirsi superata, devono e possono riprendere tutte le prestazioni interrotte o sospese a causa del Covid».
Il sindaco Diego Ferrara e l’assessore Enrico Raimondi dicono: «Se non vi fossero stati i lavoratori delle cooperative, ai quali è stato annunciato un imponente taglio di ore, la Asl di Chieti non avrebbe potuto erogare servizi essenziali per la tutela della salute delle persone. Si tratta di uomini e donne che sono state in trincea durante l’emergenza Covid, che si sono anche infettate e che hanno maturato una competenza a cui la Asl non può rinunciare ora, che c’è da riattivare tutto il resto della sanità territoriale». «Allibito per il silenzio della Regione», si dice il sindaco di Vasto Francesco Menna.
Il gruppo della Sinistra, con i consiglieri Silvio Di Primio, Edoardo Raimondi e Alberta Giannini, invoca una svolta: «Dopo una dozzina di anni di servizio, centinaia di lavoratori oss e ausiliari rischiano di perdere il posto e restare a casa. Una decisione irresponsabile che crea ulteriori disfunzioni al funzionamento della sanità teatina, già quasi al collasso. Chiediamo dignità per il lavoro degli oss in appalto e di tutto il personale esternalizzato. La reinternalizzazione esclusiva dei servizi non basta: serve una selezione che valorizzi l’anzianità di servizio di questi operatori che finora hanno garantito, pur sottopagati e con orari assurdi e ridotti, i servizi. La Regione e la Asl non possono rendersi artefici di questa indegna, sciagurata e inopportuna scelta». (p.l.)

