Ospedale, un altro accorpamento «L’Utic andrà con la rianimazione»

9 Ottobre 2024

Dopo la chirurgia unita a otorino in arrivo un altro provvedimento che ridisegna il presidio frentano Taglieri (M5S): in un colpo solo tolti quattro posti letto, è l’ennesimo colpo in 5 anni alla nostra sanità

LANCIANO. La preoccupazione emersa dall’assemblea dei sindaci della Asl fatta lunedì ad Atessa per una sanità sempre più al collasso tra debiti che crescono- 61milioni quelli della Asl 02 previsti nel 2024 - piano di razionalizzazione da 20 milioni di euro, riduzione di servizi - diventa allarme all’ospedale Renzetti dove l’ipotesi che il manager Thomas Schael aveva detto essere remota, cioè gli «accorpamenti tra i reparti» è realtà: dopo chirurgia accorpata con otorino ora toccherebbe anche a rianimazione e Utic (unità di terapia intensiva cardiologica). «La Asl aveva parlato di un piano di rientro che non prevedeva accorpamenti e taglio dei servizi, invece al Renzetti ci sono entrambi», sostiene il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), «e quanto sta accadendo in queste ore è l’ennesimo colpo a un ospedale che in 5 anni è stato depotenziato: la rianimazione, che dovrebbe riaprire lunedì dopo i lavori di bonifica amianto durati due mesi, tornerà operativa con sei posti letto, ma non quelli di cui disponeva prima dei lavori bensì ne avrebbe due dell’Utic. Quest’ultimo nel reparto di cardiologia dove è naturalmente collocato conta sei letti: quattro ad alta intensità di cura e due sub intensivi; ora l'unità verrebbe privata dei letti ad alta intensità che sarebbero spostati, non tutti, in rianimazione. Quindi in un colpo solo si riducono i letti dell'Utic e quelli in rianimazione con i reparti praticamente accorpati».
Perché lo spostamento? «Perché il reparto di cardiologia-Utic non sarebbe a norma», spiega Taglieri, «e infatti è dal 2015 che si aspettano i “lavori di ristrutturazione, riqualificazione e potenziamento tecnologico” da 1.500.000 euro che erano iniziati nel marzo 2015, si erano fermati a giugno e alla fine non sono più ripresi. Oggi, dopo 10 anni, in cui si è continuato a lavorare senza problemi, c’è bisogno di fare spostamenti? E dove sono i fondi stanziati?».
Per Taglieri è chiaro il disegno, ribadito anche da Schael in commissione regionale sanità, di fare del Renzetti un ospedale a vocazione medica. «E si usa il piano di razionamento che ha visto l’accorpamento di otorino e chirurgia, non separati dopo le ferie estive e ora da questa operazione sulla rianimazione che spero possa sfumare». E timori e dubbi sul futuro della rianimazione li ha espressi più volte anche il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd)che nei giorni scorsi ha condannato i toni «trionfalistici» usati dal sindaco Filippo Paolini per annunciare la riapertura della rianimazione lunedì 14 ottobre senza sapere con quanti letti e con quale personale riaprirà. Marongiu che evidenzia la distanza di Paolini dai problemi del Renzetti, anche con la mancata partecipazione all'assemblea sindaci ad Atessa, che si ripercuote sui cittadini.