Ospedali, trasferito il personale Scatta la riduzione delle attività

Attivo un nuovo reparto di Medicina Covid a Chieti: 17 infermieri e 6 oss spostati da Ortona e Lanciano Da domani sospesi i ricoveri alla Chirurgia del Bernabeo, dimezzati i servizi in due reparti del Renzetti
ORTONA. Diciassette infermieri e 6 operatori socio-sanitari (oss) presi dagli ospedali Renzetti di Lanciano e Bernabeo di Ortona, che vedranno ridursi le attività, da domani andranno a Chieti, dove sarà attivato un nuovo reparto di Medicina Covid. È la disposizione della direzione strategica aziendale Asl, giustificata dall’emergenza contagi, che mette in ginocchio i due presidi e non tiene conto dell’ospedale San Camillo di Atessa, dove il reparto di Medicina Covid c’è, così come il personale dedicato.
LA DISPOSIZIONE
È arrivata come un fulmine a ciel sereno negli ospedali di Lanciano e Ortona la disposizione Asl che preleva infermieri e oss, già carenti, per formare l’organico della nuova unità di medicina Covid da attivare nel presidio di Chieti. Nello specifico da domani «si dispone il trasferimento a Chieti di 8 infermieri e 4 oss da Lanciano a seguito di accorpamento delle unità di Otorino con Chirurgia generale, con riduzione delle attività su 12 posti letto». Trasferiti anche «7 infermieri e 2 oss da Ortona, con temporanea sospensione delle attività di ricovero programmato di Chirurgia multispecialistica, e 2 infermieri dal blocco operatorio di Ortona». In pratica Lanciano perderà due unità operative importanti come Chirurgia e Otorino, che saranno accorpate e subiranno pure un’ulteriore penalizzazione con la riduzione dei posti letto a 12. Di conseguenza le attività saranno più che dimezzate, mentre da lunedì proprio Chirurgia avrebbe ripreso ad operare a pieno regime, e l’Otorino assicurerà interventi in day surgery. Ad Ortona chiude il reparto di Chirurgia-Ortopedia e il blocco operatorio viene semi-smantellato. Il tutto giustificato dall’emergenza Covid, dalla necessità di avere altri letti di Medicina dedicati a questi pazienti. Eppure la Asl ha un ospedale con questi posti nel presidio di Atessa. «Il San Camillo è stato sistemato con milioni di euro per accogliere i pazienti Covid di area medica e lo ha fatto molto bene durante le prime ondate», ricorda il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), «perché non viene utilizzato e si pensa invece ad aprire un nuovo reparto a Chieti, prendendo il personale da Lanciano e Ortona?».
CONSEGUENZE
Una domanda che si sono posti nei due ospedali, che da anni hanno problemi di personale ed aspettano un aiuto. «È l’ennesima decisione Asl che mette in ginocchio tre realtà: quella lancianese, ortonese e di Atessa», riprende Taglieri, «a favore di Chieti. C’è l’emergenza Covid che giustifica la richiesta di altri letti, ma ci sarebbero l’ospedale di Atessa e la rsa Covid di Casoli in grado di dare risposte, e che non sono piene. Si vanno invece a toccare Lanciano e Ortona che dovrebbero essere potenziate in questo momento, proprio per dare quelle risposte che Chieti non può assicurare essendo ospedale Covid. Si depotenziano due ospedali che non hanno più una identità e si abbandona anche Atessa. Si colpiscono soprattutto gli utenti che non si curano neanche a Chieti, ma fuori regione, facendo salire a 100 milioni la mobilità passiva».
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