Ospizio, chiesto il giudizio per sindaco e vice

19 Gennaio 2019

Pizzoferrato. Accuse a vario titolo di concussione e disturbo delle persone. Nei guai anche due tecnici

PIZZOFERRATO. Casa anziani Villa Arzilla: la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco Palmerino Fagnilli, il vicesindaco Adolfo Di Sciullo, il progettista e direttore dei lavori della casa anziani, l’architetto Vincenzo Bucci, e il geometra comunale responsabile del procedimento, Domenico Calabrese. L’8 aprile prossimo ci sarà l’udienza preliminare. Concussione, tentata e consumata e, solo per il sindaco, anche il disturbo delle persone sono le accuse formulate dal procuratore capo Mirvana Di Serio.
Al centro dell’inchiesta c’è Villa Arzilla, la residenza con 26 posti letto e servizi socio-sanitari realizzata in un edificio comunale dismesso e i cui lavori di riqualificazione sono costati 560.000 euro: 300.000 del Comune e 260.000 della ditta Cosel srl di Castel di Sangro che ne otteneva la gestione per 29 anni. Ma la villa, che doveva essere pronta a dicembre 2016, è ancora chiusa tra denunce e liti tra il sindaco che parla di «gravissimi inadempimenti della Cosel dell’ingegnere Stefano Pecorella che ha portato il Comune a voler rescindere il contratto» e la Cosel che, tramite i legali Aldo e Gaetana Di Ianni, rimpalla le accuse all’amministrazione di non aprire la struttura. Ora la Procura, dopo le indagini, ha chiesto che i 4 si presentino dal giudice per le udienze preliminari. In quella sede si deciderà se proscioglierli o se mandarli a processo.
«Le accuse mosse al nostro assistito Pecorella», dicono i legali Di Ianni, «hanno trovato totale riscontro nelle indagini preliminari svolte dalla Procura che ha chiesto il rinvio a giudizio dei 4 imputati; in particolare le intercettazioni telefoniche acquisite aprono uno squarcio disarmante sul modo di intendere e amministrare la cosa pubblica, sentita come proprietà personale». Per la Procura, abusando dei poteri e dei ruoli che avevano, i quattro avrebbero costretto il legale rappresentante della Cosel a promettere indebitamente l’assunzione di una parente del sindaco nella struttura. Questa sarebbe avvenuta ai primi di ottobre e di conseguenza la risoluzione del contratto veniva archiviata dal Rup Calabrese il 31 ottobre 2017. Dopo che il direttore dei lavori Bucci aveva certificato la “fine” dei lavori l’11 ottobre 2017. C’è anche la tentata concussione contestata al sindaco e al vice perché “avrebbero cercato di imporre alla Cosel la nomina del vicesindaco come direttore della struttura e l’assunzione di 6 persone da loro indicate. Fatto non riuscito”. Gli indagati, incensurati, si sono sempre detti tranquilli: ora proveranno a dimostrare la loro innocenza al Gup. (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .