Ospizio, i test della difesa: anziani puliti e ben accuditi
VASTO. «Non mancava né cibo né acqua agli anziani. I locali erano puliti, in ordine e gli ospiti erano tranquilli. Facevano anche laboratori di arte terapia». Sono le testimonianze di alcune persone...
VASTO. «Non mancava né cibo né acqua agli anziani. I locali erano puliti, in ordine e gli ospiti erano tranquilli. Facevano anche laboratori di arte terapia». Sono le testimonianze di alcune persone che hanno lavorato, o conoscevano, la casa anziani L’Arcobaleno di Vasto e chi la gestiva, ossia Carmela Guglielmo, 49 anni. La donna è imputata nel processo in Corte di assise a Lanciano, accusata di maltrattamenti aggravati e sevizie contro alcuni ospiti della casa famiglia, abbandono di incapaci con l’aggravante di avere agito per futili motivi e di aver causato la morte del pensionato Luigi Molino. Tre le presunte vittime che si sono costituite parte civile. Ieri i test della difesa, rappresentata dall’avvocato Alessandra Cappa, non hanno parlato di privazioni e botte verso gli anziani, ma di una struttura dove gli ospiti venivano accuditi bene. Solo A.B., 45 anni, che ha lavorato nella casa tre mesi nel 2016, ha ribadito le accuse al pm Gabriella De Lucia: «Ho trovato tre volte un’anziana con le mani legate con lo scotch al letto. Non mancavano parolacce, offese e schiaffi da parte della Guglielmo. Per questo mi sono licenziata». (t.d.r.)

