Ossa umane trovate vicino al palasport

13 Marzo 2021

Una pista seguita dagli investigatori porta al medico Catellani, sparito nel 1995 e mai più visto: viveva a poca distanza

CHIETI. Le ossa umane erano tra la vegetazione, vicino al PalaTricalle. A scoprirle, ieri mattina, è stato un tecnico di radiologia che faceva trekking. Adesso sono i carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani, a indagare sul misterioso ritrovamento. Tra le piste seguite dagli investigatori c’è quella che porta a Romano Catellani, medico teatino sparito nel nulla il 10 luglio del 1995, dopo essere uscito dalla sua casa di via Sallustio, distante poco più di un chilometro dal punto in cui sono stati sequestrati i resti. Al momento, però, non ci sono certezze. Decisivi saranno gli accertamenti affidati al medico legale Pietro Falco e all’antropologo Luigi Capasso.
IL RITROVAMENTO Sono passate le 13 quando scatta l’allarme. Un sessantenne, che sta trascorrendo qualche ora all’aria aperta, imbocca una stradina sterrata: il parcheggio del palasport, meta quotidiana dei runner di Chieti, è a pochi metri. A un certo punto, però, il cittadino – in una piccola scarpata – nota alcune ossa nascoste nell’erba: lavorando in ospedale, ha subito il sospetto che non si tratti dei resti scheletrizzati di qualche animale. Ecco perché parte la telefonata al 112. Sul posto si precipitano il pm Ciani, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena, del nucleo investigativo, al comando del tenente colonnello Enzo Marinelli, e della stazione di Chieti principale, agli ordini del luogotenente Michelangelo Donvito.
LE INDAGINI Gli investigatori scandagliano anche la zona circostante, ma non spunta altro materiale utile alle indagini. In base a un primo esame visivo, fatto sul posto dal medico legale, sono ossa di arti, bacino e vertebre, verosimilmente umane: la prossima settimana verranno analizzate nella sezione di antropologia del museo universitario di Chieti. Accertato scientificamente che si tratta di resti umani, il primo passo sarà quello di individuare la presumibile data di morte.
LE IPOTESI In tempi più o meno recenti, in città, non risultano scomparsi. L’ultimo in ordine cronologico era il fotografo Valerio D’Ettorre, le cui ossa sono state però rivenute sulla Maiella, lo scorso agosto, nei pressi del rifugio Pomilio: manca solo la conferma del Dna. Ma ora potrebbe essere riaperto un “cold case” di 26 anni fa, quello di Romano Catellani, la cui morte presunta è stata dichiarata nel 2013. Uscito di casa una sera d’estate del 1995, il medico – all’epoca 52enne – disse che sarebbe rientrato in tempo per la cena. Ma da quel giorno non si sono più avute sue notizie.