Ossessiona l’ex moglie con le minacce audio

Chieti, marito violento indagato per atti persecutori: «Ti faccio cadere i denti» Dopo la prima denuncia, la aggredisce alle spalle e la manda in ospedale
CHIETI. «Ti spacco la faccia», «ti faccio cascare i denti per terra», «ti metto una forca alla gola». Quei messaggi audio, ricevuti su Whatsapp a tutte le ore, erano diventati il suo incubo. Perché neppure una denuncia e la misura cautelare del divieto di avvicinamento erano state sufficienti per fermare quel marito violento dal quale si stava separando dopo aver avuto una figlia. Il sostituto procuratore Lucia Anna Campo ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per un teatino di 31 anni: è accusato di atti persecutori e lesioni personali nei confronti della moglie, ora ex. Sarà il giudice Isabella Maria Allieri, nell’udienza in programma il prossimo 9 novembre, a decidere se l’imputato dovrà affrontare il processo.
Gli episodi finiti al centro delle indagini condotte dai carabinieri sarebbero avvenuti fra marzo e giugno dello scorso anno. Era il 2017 quando il rapporto tra il 31enne e la moglie di due anni più grande, anche lei di Chieti, ha cominciato a deteriorarsi. Nel momento in cui si è decisa a lasciarlo, lui ha iniziato a perseguitarla in tutti i modi trasformandosi in un aguzzino. La donna ha presentato una prima denuncia, essendo costretta a vivere in «un perdurante e grave stato di ansia e paura». Così, su richiesta della procura, il giudice per le indagini preliminari ha ordinato al marito di non avvicinarsi alla vittima e di non contattarla in alcun modo, telefono compreso. Ma la misura cautelare non è bastata per interrompere l’incubo, perché l’imputato ha continuato a importunarla con «condotte reiterate». Come scrive il pm Campo, non si fermava ai «numerosi messaggi telefonici, anche di contenuto offensivo», ma controllava ogni suo spostamento perché non accettava che la ex frequentasse altre persone e si rifacesse una vita. Come se non bastasse, l’uomo ha assunto «un atteggiamento aggressivo» in occasione delle visite alla figlia, che vive con la madre.
Le chat finite agli atti dell’inchiesta evidenziano come l’imputato alternasse «messaggi di contenuto amoroso» a vere e proprie minacce di morte. Un crescendo di intimidazioni culminato con «l’aggressione fisica» del 27 maggio scorso, quando l’uomo si è scagliato contro la ex «colpendola violentemente dietro una spalla» e costringendola a farsi medicare in pronto soccorso. Il comportamento persecutorio, conclude il pubblico ministero, ha provocato nella donna un «fondato timore per la propria incolumità». A quel punto è stata formalizzata una nuova denuncia davanti ai carabinieri. I militari dell’Arma hanno ascoltato la vittima, raccolto le testimonianze di chi ha assistito alle scenate, acquisito i referti medici. E adesso la procura vuole che quel marito violento finisca sotto processo.

