Ostetricia e il punto nascite restano all’ospedale San Pio

7 Giugno 2020

Il comitato svela il retroscena: «La Asl voleva trasferire il reparto a Termoli» Ma scoppia la polemica: «Lo spostamento bloccato da Marcovecchio e Verì»

VASTO. Il reparto di Ostetricia resta a Vasto e il punto nascite non viene chiuso. Lo smembramento dell’ospedale San Pio è stato al momento scongiurato dopo l’interessamento del consigliere regionale Manuele Marcovecchio (Lega), dell’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì e della dottoressa Francesca Tana della direzione ospedaliera.
«In extremis», racconta Lello Villani del Comitato per il San Pio, «il consigliere Marcovecchio ha evitato il trasferimento di uno dei reparti di eccellenza del nostro ospedale. Il direttore generale della Asl stava prendendo questa penalizzante e inopportuna decisione quando è intervenuto Marcovecchio che, in tono deciso, ha proposto altre soluzioni dopo essersi confrontato con gli operatori del reparto». Il trasferimento sarebbe stato proposto per riparare i danni provocati dai recenti crolli e allagamenti. A confermare il rischio corso è lo stesso Marcovecchio. «Ho fatto solo il mio dovere», minimizza il consigliere regionale. «Quando ho capito che Ostetricia, anche se a detta della Asl solo temporaneamente, sarebbe stata trasferita a Termoli, sono intervenuto personalmente dopo aver avvertito l’assessore Verì, alla quale va dato il merito di avere cambiato le decisioni della Asl. Risaniamo il San Pio e pensiamo al nuovo ospedale». Grande la preoccupazione dei cittadini per le sorti del presidio ospedaliero. Domani Verì dovrebbe sciogliere le riserve sui lavori e sul futuro della struttura. Intanto a Vasto c’è chi invita tutti, politici e cittadini ad unirsi per difendere il San Pio, anche scendendo in piazza se necessario. «È il momento di raccogliere le forze», scrive Edmondo Laudazi, «di fare valutazioni serene a decise».
Duro l’intervento del consigliere regionale del M5S, Pietro Smargiassi, sull’atteggiamento di Schael: «Rimango ancora una volta stupito», dice Smargiassi, «dalle proposte, dalle dichiarazioni e dall’atteggiamento di Schael. Infatti, mentre ero io a chiedere a gran voce la convocazione di un tavolo che coinvolgesse assessorato, istituzioni e direzione generale per la situazione dell’ospedale di Vasto, lo stesso Schael ne ha organizzato uno senza avere nemmeno l’accortezza di comunicarmelo. Ha fatto tutto da solo. Mi domando, adesso, con quale coraggio faccia dichiarazioni sulla stampa per chiedere una nuova forma di collaborazione, se poi è sempre stato proprio lui il primo a non averla mai avuta. In ballo c’è la salute dei vastesi e la loro sicurezza all'interno dell'ospedale, una struttura che cade a pezzi. Schael inizi ad assumersi seriamente le proprie responsabilità, perché non c’è più spazio per altre perdite di tempo».