Pacco bomba per una donna: arrestato

25 Gennaio 2023

L’uomo, 60enne calabrese, ha già scontato una pena ultraventennale per omicidio e reati contro la persona e vive in città

VASTO. Ha un volto e un nome l'autore dell'attentato del 15 gennaio scorso in via Dei Conti Ricci. Lunedì pomeriggio gli agenti del commissariato di Vasto, diretti dal vicequestore Fabio Capaldo, insieme ai colleghi della squadra mobile di Chieti, hanno rintracciato a Vasto l'uomo che la mattina di due domeniche fa in un parcheggio condominiale sistemò una bomba carta sotto il Mitsubishi Suv di una cinquantenne dopo averla irrorata di benzina. L'uomo, un sessantenne con un passato violento e inquietante, è accusato di tentato incendio, detenzione e porto abusivo di un ordigno esplosivo di tipo incendiario e di atti persecutori. Il sessantenne, calabrese, lunedì è stato catturato. Le perquisizioni della polizia a casa dell'arrestato hanno portato al rinvenimento e al sequestro di materiale identico a quello utilizzato per il confezionamento dell'ordigno incendiario con un dispositivo a tempo, sistemato sotto il Suv. L'arresto non ferma le indagini. La polizia continua ad indagare sull'uomo, in particolare sul suo vissuto vastese.
Il FATTOLa bomba carta è stata scoperta dalla stessa vittima poco prima delle 13 di quella domenica. Sull'auto bagnata di benzina c'era anche una tanica vuota. La donna ha chiamato il 113. L'ordigno è stato inertizzato dagli artificieri della polizia e la zona bonificata. Gli investigatori hanno ascoltato la vittima e altri residenti e acquisito le immagini delle microcamere che la cinquantenne aveva fatto sistemare nell’auto. Grazie alle indagini condotte con i colleghi della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Vasto, sotto la direzione del pm Vincenzo Chirico, la polizia ha raccolto numerosi e gravi indizi di colpevolezza a carico di un sessantenne residente a Vasto da qualche anno. «Gli investigatori», annota la polizia, «si sono concentrati subito sulla vita familiare e lavorativa della parte offesa, alla ricerca di un movente che spiegasse il gesto intimidatorio. Abbiamo scoperto», spiega il vicequestore Fabio Capaldo, «che oltre un anno e mezzo prima, la proprietaria del Mitsubishi era stata molestata più volte da un misterioso stalker. Il fatto aveva fatto sprofondare la donna in un grave e perdurante stato di ansia. In quel periodo la donna aveva respinto le avance di un uomo che lei all'epoca riteneva amico».
IL PASSATO CHE TORNAControllando le attività e gli spostamenti del sospettato, la polizia ha acquisito la corrispondenza telematica indirizzata dall'uomo alla cinquantenne. Gli agenti poi hanno scavato nel passato dell’uomo. È stato così che la polizia ha scoperto che quella persona dall'aria rassicurante, in realtà trentanni fa fu condannata per omicidio ed altri gravi reati contro la persona. L'uomo, dopo aver scontato una pena ultraventennale, da qualche tempo aveva deciso di trasferirsi a Vasto. Le notizie sul passato del sospettato, le abitudini e le occupazioni, hanno completato il puzzle degli investigatori. «Non potevamo trascurare la pericolosità dimostrata in passato e le gravi condotte criminose».
GLI ALTRI INDIZIIl sessantenne aveva la disponibilità degli strumenti e del materiale per confezionare un ordigno incendiario e grande dimestichezza nell'uso dei componenti dell'ordigno. «La dimestichezza», annota la polizia, «con i dispositivi era giustificata dalle attività che l'uomo esercita nel settore elettrico e delle riparazioni in generale». A convincere gli investigatori della sua colpevolezza è stato il movente passionale palesato nei messaggi e nelle comunicazioni verbali indirizzate alla vittima e ai conoscenti.
LE MICROCAMERE
Preziose alleate della polizia si sono rivelate le immagini delle microcamere che la cinquantenne aveva fatto sistemare nella sua auto e altre immagini catturate da telecamere di privati nella zona. I fotogrammi hanno raccontato la sequenza dell'attentato e consentito alla polizia di individuare il passaggio dell'auto usata dall'indagato in via Dei Conti Ricci prima e dopo la sistemazione dell'ordigno sotto la macchina della vittima. Uno scatto ha catturato la sagoma di un uomo che sistema l'ordigno sotto l'auto in sosta nel parcheggio condominiale. «La comparazione antropometrica», spiega Capaldo, «con i tratti somatici dell'indagato, ha confermato i sospetti degli investigatori». Il materiale raccolto ha convinto il magistrato della pericolosità del sospettato: ha quindi chiesto l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentato incendio, detenzione e porto abusivo di un ordigno esplosivo di tipo incendiario, atti persecutori.
L’ARRESTOLunedì pomeriggio la polizia ha bussato a casa del sessantenne. L'uomo è stato trasferito in carcere. Le perquisizioni hanno permesso di acquisire altre prove contro di lui. Non sono esclusi altre scoperte inquietanti.
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