Padova dona una reliquia di Sant’Antonio
Lanciano. Padre Francesco: l’abbiamo chiesta questa estate, andremo a prenderla in pellegrinaggio
LANCIANO. Terra del dubbio, “friggitori” di Cristo ma allo stesso tempo città ricca di fede, miracoli e reliquie. C’è il Miracolo eucaristico, quello della Ricciarella, poi le reliquie di San Pantaleone, San Simone e Guida Taddeo, di San Donato, Santa Giovina, San Biagio e Celestino V. A queste si aggiungerà una reliquia di Sant’Antonio di Padova. A dare il lieto annuncio è stato padre Francesco Concato, parroco della chiesa Sant’Antonio, la più grande della città, al termine delle messe domenicali. «Questa estate», ha detto il parroco, «abbiamo fatto richiesta al santuario di Padova di avere una reliquia del corpo di Sant’Antonio a cui questa comunità è molto legata. Ora ci è arrivata la notizia che i frati del santuario regaleranno alla nostra parrocchia una reliquia di primo grado massa corporis di Sant’Antonio. Questa rimarrà qui per sempre e diventerà un dono da custodire e amare come segno della vicinanza misericordiosa che Dio ha attraverso i suoi santi. Organizzeremo nei prossimi mesi un pellegrinaggio di due giorni a Padova, presieduto dal vescovo di Lanciano-Ortona, e in maniera solenne riporteremo in terra frentana la reliquia».
Nella chiesa di San Francesco è custodito il primo Miracolo eucaristico riconosciuto dalla chiesa cattolica: gocce di sangue coagulato e parte della membrana del cuore, derivanti dalla trasformazione del vino e dell’ostia durante la consacrazione, nell’VIII secolo. Poi c’è il miracolo della Ricciarella, del “Frijacriste” (friggicristo) avvenuto nel 1273. L’ostia che la donna aveva fritto per ricavarne un filtro d’amore si trasformò in carne. Il miracolo finì ad Offida, ma nel 2003 un frammento dell’ostia e della tovaglia insanguinata sono state riportate a Lanciano,nella chiesa di Santa Croce.
«Si lavora per la valorizzazione del sacro patrimonio delle reliquie», dice Domenico Del Bello, ispettore archivistico onorario per l’Abruzzo, «abbiamo infatti le reliquie di San Pantaleone (sangue) nella chiesa del Purgatorio, la mandibola di San Biagio a San Nicola, nel museo diocesano ci sono anche le reliquie di Celestino V (frammenti del corpo). E ancora San Donato a Santa Maria Maggiore, Santa Giovina nell’omonima chiesa. Ci sono le reliquie di San Simone e San Giuda Taddeo, (parti del corpo), esposti a Sant’Agostino. Mancano quelle di Longino!». (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

