Padre disperato, lo sfratto rinviato al prossimo 22 luglio
CANOSA SANNITA. «Sono disperato, non so più che fare e ho brutti pensieri in testa». Così parla Davide, un uomo che ha sulle spalle una storia simile a quella di tanti altri italiani. Padre di...
CANOSA SANNITA. «Sono disperato, non so più che fare e ho brutti pensieri in testa». Così parla Davide, un uomo che ha sulle spalle una storia simile a quella di tanti altri italiani. Padre di famiglia, tre figli, da anni senza un lavoro stabile, rischia di dover abbandonare l’appartamento dell’Ater in cui abita a Canosa Sannita, non riuscendo più a pagare l’affitto. Ieri mattina l’ufficiale giudiziario avrebbe dovuto mettere in esecuzione lo sfratto ma, grazie anche all’appello lanciato dal Centro, alla sfortunata famiglia è stata concessa una proroga. Entro il 22 luglio, però, l’uomo dovrà versare 5 dei 14mila euro di cui è moroso. Un contenzioso che pertanto è solo rimandato: «Non so come fare a trovare questi soldi non avendo un lavoro» dice Davide. «Chiedo aiuto alle istituzioni, in particolare al sindaco di Canosa, affinchè io possa avere un temporaneo sostegno». Il disperato padre sogna di trovare un’occupazione per poter sanare il debito e avere una nuova dimora perché la sua, tra l’altro, è invasa dalla muffa e la Asl, anni fa, l’ha dichiarata insalubre. Ma ai sogni si affiancano gli incubi: Davide, infatti, ha paura che allo stato attuale delle cose, i servizi sociali possano decidere di portargli via i figli. (a.s.)

