«Padre Luca resti a Guardiagrele»

9 Marzo 2021

Appello del consigliere comunale Iacovella contro il trasferimento del cappuccino

GUARDIAGRELE. Non si placano nella cittadina le proteste per il trasferimento del parroco del convento dei Cappuccini, padre Luca Di Panfilo, deciso nei giorni scorsi dal nuovo ministro dei Cappuccini per il Centro Italia, padre Matteo Siro. Cosa c'è realmente dietro il trasferimento del religioso? Quali sono i reali motivi che hanno spinto il provinciale francescano ad emanare un simile provvedimento nei confronti di un sacerdote molto amato e apprezzato dai fedeli, che in pochi anni è riuscito a dare una nuova linfa al convento guardiese e all' intera cittadina? Sono queste le domande che si pongono i fedeli e, in particolar modo il consigliere comunale del gruppo Progetto per Guardiagrele, Nello Iacovella, che tiene a sottolineare che verso il parroco è stato compiuto un vero e proprio sopruso.
«Questo trasferimento che potrebbe determinare anche la chiusura del convento», precisa infatti Iacovella, «ci suona parecchio strano, soprattutto perché non si riescono a trovare adeguate spiegazioni che lo giustificano. In un momento di crisi della Chiesa, di parrocchie semi vuote e di fedeli praticanti sempre più in calo», osserva Iacovella, «il nostro parroco è riuscito a far rinascere un’intera comunità. Lavorando giorno e notte, ha migliorato l'immagine della parrocchia e ha dato una ventata di freschezza spirituale e un’applicazione pratica al Vangelo quotidiano, all'insegna dell'amore e del rispetto. Perché allora mandarlo via ?».
Il consigliere comunale di maggioranza, evidenzia che viene quasi da pensare che la decisione del trasferimento era già da tempo pianificata. «A qualcuno», sottolinea Iacovella, «non è andata probabilmente a genio la sua grande dinamicità, testimoniata nelle grandi opere compiute, sia di carattere materiale che spirituale. Padre Luca dal suo arrivo ad oggi è stato per molti di noi il puntello di certe giornate un po’ zoppe in cui si fatica a camminare. Ci appelliamo al ministro provinciale dei Cappuccini, affinché rifletta attentamente sulla sua decisione e sulle possibili conseguenze che questa determinerebbe e revochi il provvedimento di trasferimento».
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