Padre prende a pugni le assistenti sociali

Negli uffici per un incontro protetto con le figlie, l’uomo si scaglia contro le dipendenti sotto gli occhi delle bambine
LANCIANO. Calci e pugni alle assistenti sociali responsabili, secondo lui, dell’allontanamento da casa delle figlie minorenni. Due bambine di 8 e 9 anni che, ieri pomeriggio, hanno assistito alla cieca violenza del padre contro due donne inermi. È il pomeriggio di follia che si è vissuto negli uffici comunali delle Politiche sociali, in via Dei Frentani. Settore non nuovo ad episodi del genere.
Tutto ha inizio poco dopo le 16. N.M., 42 anni, di Lanciano, a cui il giudice minorile ha di recente tolto l’affido delle figlie disponendo che fossero ospitate in una casa famiglia, è in assessorato con la moglie per un incontro protetto con le bambine. All’improvviso nell’uomo scatta come un raptus e si scaglia contro l’assistente comunale T.C., nella quale vede la responsabile dell’allontanamento delle bambine. La dipendente comunale viene sbattuta contro il muro e presa a pugni sul volto e alla pancia, fino a farla stramazzare a terra. Anche la collega A.G., impiegata di una cooperativa che interviene in suo soccorso cercando di fermare la furia dell’uomo, viene raggiunta da un cazzotto al volto e altri colpi. Il tutto avviene sotto gli occhi delle bambine.
Richiamate dalle grida delle colleghe, nella stanza accorrono altre dipendenti e la dirigente. Il primo a dare assistenza medica alle due dipendenti è il consigliere comunale Lorenzo Galati. Viene richiesto l’intervento del 118 e delle forze dell’ordine. Arrivano, in sequenza, polizia municipale, polizia e carabinieri.
T.C. viene portata fuori in barella, A.G. esce con le sue gambe, ma sono entrambe stordite e sotto choc mentre, fino a tarda notte, ricevono le cure dei medici del pronto soccorso del Renzetti che le sottopongono ad accertamenti.
Nel frattempo N.M. si è calmato e si è seduto in una stanza dell’assessorato, come ad attendere le inevitabili conseguenze. Per lui scatterà una denuncia per violenza a pubblico ufficiale. L’uomo non è nuovo ad episodi di violenza, che sarebbero anche tra le cause dell’allontanamento delle figlie. Le bambine, nel frattempo, vengono riaccompagnate nella struttura d’accoglienza in cui vivono.
«Condanno fermamente l'inaudita violenza che è stata rivolta con ferocia nei confronti di due lavoratrici impegnate ogni giorno a tutela dei più deboli e dei più fragili», commenta a caldo il sindaco Mario Pupillo, «ancor più grave è che ad aggredirle fisicamente sia stato un genitore nel corso di un incontro protetto in un ufficio pubblico, davanti alle figlie minori, allontanate dalla famiglia di recente. Saremo al fianco delle dipendenti in ogni grado di giudizio e il Comune si costituirà parte civile», assicura il primo cittadino, «certi che il responsabile dell’aggressione sarà presto assicurato alla giustizia. Alle lavoratrici e a tutto il settore delle Politiche Sociali, che già è stato segnato da un'analoga violenza nel giugno 2016, va la totale e incondizionata solidarietà mia, dell’assessore Dora Bendotti e di tutta l’amministrazione».
Risale appena a due anni fa la precedente aggressione a un’assistente sociale e alla dirigente accorsa in suo aiuto. Quella volta era stata una giovane madre a prendersela con le dipendenti comunali e a mettere a soqquadro gli uffici. Episodio per il quale, lo scorso luglio, è stata condannata a due anni e mezzo di reclusione, oltre al risarcimento danni. Dopo l’aggressione negli uffici era arrivata anche una guardia giurata, ma solo per un tempo limitato.
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