Pagamenti con le carte di credito: «Le sigarette? Meglio in contanti»

I titolari delle attività soddisfatti per lo stop all’obbligo di accettare gli acquisti in modalità elettronica Molti si adeguano alle esigenze: «I clienti preferiscono il Pos, a noi non conviene ma li accontentiamo»
CHIETI . Stop ai pagamenti con il Pos per sigarette e valori bollati nelle tabaccherie. Negli ultimi giorni l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha annunciato l’esclusione dei tabaccai dall’obbligo di accettare il pagamento con carta di credito per prodotti come sigarette, marche da bollo e francobolli. Una novità importante secondo i tabaccai di Chieti. «Sicuramente ne siamo molto contenti», dice Silvia Pardi della tabaccheria “Non solo fumo” in piazza Matteotti, «ma negare il pagamento digitale riduce i clienti». Nonostante il provvedimento, molte tabaccherie di Chieti, infatti, optano per continuare ad accettare il pagamento di questi prodotti con carta di credito e bancomat. «Cerchiamo di venire incontro al cliente», spiega Gianluca D’Orazio, titolare del bar tabaccheria Marina, «ma per il margine di guadagno che abbiamo su ogni prodotto con monopolio di certo non possiamo brindare». Difatti, per ogni prodotto e servizio appartenente al monopolio statale, il guadagno di un tabaccaio è minimo e lo è ancor meno se bisogna sottrarre il costo di transazione con carta.
«Su di una marca da bollo dove guadagni 3 centesimi, ne vai a pagare 5 di commissione», spiega Antonio Candeloro, proprietario dell’omonima tabaccheria al centro Levante, che sceglie comunque di continuare ad offrire il pagamento digitale per tutti i prodotti. «Oggi quasi tutte le persone vogliono pagare con il Pos. La fascia d’età dai 20 ai 35 ormai porta con sé solo la carta». E, infatti, tra chi lo fa per velocità e chi per comodità, sempre più consumatori preferiscono eseguire in pochi secondi le transazioni appoggiando la carta sul lettore, o addirittura adoperando il proprio cellulare o lo smartwatch. «La gente ormai è abituata a pagare così», prosegue D’Orazio.
La novità annunciata dal direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, però, non placa la rabbia di molti esercenti che non sono d’accordo sulle modalità e sui costi che devono affrontare per offrire ai clienti le transazioni digitali. «Preferisco il contante perché non pago nessuna spesa», dice Angelo Tini, titolare del bar tabaccheria Egea, che ha deciso di mostrare i costi reali che lui, ma come tanti altri della sua categoria, devono sostenere per offrire il servizio al cliente. Oltre alle spese di transazione, sono molti gli extra che si aggiungono per avere un Pos nel proprio esercizio commerciale.
«A nostre spese, dobbiamo acquistare i rotolini di carta per lo scontrino», prosegue Tini mentre mostra una bolletta di addebito mensile di circa 75 euro come credito per il totale negoziato con il Pos. Sono proprio queste spese che costringono molti tabaccai a mettere alle strette i clienti e chiedere di pagare in contanti. Per i biglietti dell’autobus, francobolli e marche da bollo, e soprattutto per le schedine e gratta e Vinci, molti tra gli stessi tabaccai non transigono. «Non possiamo far pagare il gioco con la carta di credito perché in caso di vincita non ci sarebbero soldi in cassa», dice Pardi. È dello stesso parere Mirella Di Sario della tabaccheria Bascelli che racconta di aver regalato un biglietto dell’autobus a un cliente pur di non eseguire la transazione digitale perché, «ci avrei solo rimesso».
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