Pagano scopre il gioco di Febbo

La riunione di Forza Italia diventa un match. Nazario incalza Mauro: ti candidi? E lui: no grazie
CHIETI. La telenovela del Di Primio sì Di Primio no non è finita. Neppure ieri quando Forza Italia si è guardata negli occhi in un clima da Sfida all’ok Corrall.
Da una parte Pagano, dall’altra Febbo. Tutti gli altri, da Di Stefano al drappello di assessori e consiglieri forzisti, erano spettatori non paganti. «Insomma, Mauro, ti candidi a sindaco o no?», avrebbe chiesto il coordinatore regionale,mozzando la testa al toro. E l’altro: «No, non mi candido». Ma chi pensa che la risposta di Febbo spiani la strada all’uscente Umberto Di Primio si sbaglia alla grande. L’incontro di ieri, voluto proprio dal consigliere regionale, è servito solo a stabilire che Forza Italia non ha candidati alternativi. E chissà se Febbo non volesse proprio questo, cioè tirarsi fuori dal rischio di ritrovarsi a sfidare Luigi Febo e gli altri candidati sindaco, come fa chi si stende sui binari per provare un brivido forte ma si rialza un secondo prima che sfrecci il treno. Il no di Febbo ha quindi spinto Nazario Pagano ad annunciare la convocazione di un tavolo regionale della maggioranza aperto agli alleati Udc, Fratelli D’Italia ed Ncd. Accadrà in settimana, ma il finale non è scontato. Potrebbe infatti arrivare il via libera definitivo alla ricandidatura di Di Primio. Ma mettiamo il caso, assolutamente non recondito, che l’Udc di Andrea Buracchio dia forfait perché non può rimangiarsi i tre no a Di Primio, secondo voi che cosa accadra? Senza Udc, a Chieti, il centrodestra rischia persino di toppare il ballottaggio. Così nulla può escludere che in quel caso, e solo in quel caso, l’Ncd di Federica Chiavaroli,finora angelo custode di Di Primio, possa costringere quest’ultimo a fare il passo indietro. Se non altro per evitare il karakiri del centrodestra. Ma torniamo alla riunione, nel quartiere generale di Di Stefano, in piazza Valignani, cominciata alle 18,30 in un clima che poteva apparire goliardico. Ne sa qualcosa l’assessore Marco D’Ingiullo che, davanti all’obiettivo, mima di strozzare il collega di giunta e di partito, Alessandro Bevilacqua. Archiviato anche il lungo intervento dell’altro assessore, Mario Colantonio, colto da un raptus di logorrea, si è entrati nel vivo. Anzi nel match Nazario/Mauro. «Ho chiesto se in Forza Italia c’erano persone interessate a candidarsi a Chieti per chiudere la partita con Di Primio», riferisce Pagano. «Dopo una lunga discussione non è emersa alcuna candidatura alternativa». Ma chi c’era la racconta diversamente. Pagano sarebbe stato tranchant nei confronti di Di Primio, e spalancato verso Febbo. Che però ha risposto definitivamente picche. Salvo complicazioni.

