Paglione, il mecenate che dona capolavori a Chieti e all’Abruzzo
Dai cento Aligi Sassu all’Ateneo ai mosaici di Tornareccio: ecco la storia di un personaggio definito unico al mondo
CHIETI. Ieri l'inaugurazione della nona edizione di un Mosaico per Tornareccio, qualche giorno fa cento opere di Aligi Sassu donate all'Università d'Annunzio: sono gli ultimi regali che Alfredo Paglione ha fatto alla sua terra e alla sua gente.
Paglione, originario di Tornareccio, è un personaggio straordinario: il poeta Enzo Fabiani lo ha definito "il pastore che ha scalato il grattacielo" e certo nella sua vita è arrivato dove pochi possono arrivare, ma non ha mai sofferto di vertigini, ed è il suo grande merito, perché nel salire in alto non ha dimenticato da dove è partito ed ha sempre portato con sè il grande bagaglio avuto dalla sua terra e dai suoi familiari, per affrontare una vita che è stata davvero un grande romanzo.
Per Alfredo Paglione sono state coniate tante definizioni per raccontare la sua scelta di creare in Abruzzo una serie di musei e spazi espositivi con la donazione di opere d'arte della sua enorme collezione, "perché il bello trionfi e indichi la strada soprattutto alle giovani generazioni": lo hanno chiamato il "mecenate d'Abruzzo", il "seminatore di bellezza", un "talent scout di artisti". Ma lui si considera un "minatore".
«Uno dei tanti - dice - che se ne è andato a lavorare all'estero spinto dalla passione per l'arte e che ha scoperto una miniera che ha portato alla luce. Negli anni da quella miniera ho tirato fuori le cose più belle e preziose che ora sto donando alla terra che mi ha dato i natali e che mi ha fatto crescere, dandomi la formazione morale e intellettuale che mi ha permesso di fare i miei percorsi di vita. Perché l'ho fatto? Consideratelo un atto di amore e insieme di profonda riconoscenza alla mia terra».
E per dare forza a queste parole Paglione ricorda il padre Ottavio, il suo insegnamento che ha acceso quella fiammella di amore dell'arte, intesa nel senso più lato, che è poi divampata fino a diventare un incendio che ha portato calore e luce a tutta una vita. Un atto d'amore, quindi, ma anche un modo straordinario per fare dell'arte un messaggio capace di raggiungere tutti, mettendo a disposizione un patrimonio artistico raccolto in tanti anni, nella mitica Galleria 32 di Milano e poi nella sua casa museo di Giulianova.
«Attraverso queste donazioni - dice ancora Alfredo Paglione - desidero che la bellezza raggiunga il maggior numero di persone, che riempia i loro occhi e tocchi il loro cuore e faccia loro percepire la luce che c'è oltre il buio di questi difficili tempi». E' la missione che Alfredo si è data, nel ricordo della adorata Teresita Olivares, sposata nel 1967 e scomparsa nel 2008 e con la quale ha vissuto tanti momenti esaltanti, nel contatto con grandissimi artisti, non solo pittori e scultori, ma poeti e scrittori come Quasimodo, Alberti, Ungaretti, Sciascia, Fabiani, Montanelli, Gatto e tanti altri assidui frequentatori della sua galleria, che fu un vero cenacolo artistico.
Ma torniamo alle donazioni. Le ultime sono solo, spiega: «L’ultima tappa di un cammino iniziato con la creazione del Museo dello Splendore, nel 1997, e continuato con l'apertura di tanti musei o di sezioni di arte contemporanea in Abruzzo». Non si può chiudere il discorso su Paglione senza parlare del sodalizio del tutto particolare che ha avuto con Aligi Sassu, suo cognato, sposo di Helenita Olivares, sorella di Teresita. Fu Sassu ad invitarlo nella sua casa di Albissola Marittima, affrescata dal maestro con temi mitologici, dove, racconta Alfredo: «Ebbi modo di conoscere Fontana, Giuseppe Capogrossi, Enrico Baj, Agenore Fabbri, Asger Jorn, Karel Appel, Emilio Scanavino, Manzù, Wilfredo Lam». Ed ebbe così la spinta giusta, dopo le esperienze fatte nel mondo teatrale e letterario, per intraprendere la grande avventura come gallerista. Fu proprio Sassu a prestargli i soldi, 700 mila lire, per dare la caparra necessaria per prendere in affitto quella che diventerà la "Galleria 32". Il settimanale Oggi fece questo titolo per ricordare la Galleria: "Iniziò con una cambiale in bianco di Aligi Sassu".
Si può ben capire con quanto amore Alfredo abbia continuato il suo discorso per diffondere l'arte nel nome e del cognato Sassu e di Teresita. Nel 2008 ha creato la Fondazione Crocevia intitolata alla moglie, mentre ha celebrato in ogni modo la figura di Sassu, di cui ha ricordato i rapporti eccezionali avuti con l'Abruzzo, che oggi ospita importantissime sue opere.
Paglione ha diffuso infatti nel territorio regionale ben 643 opere di Sassu, e nel ricordo di Teresita ha scritto pagine bellissime. Chieti e l'Abruzzo non possono che essere grati al minatore di Tornareccio.

