Paglione, l’addio con i gonfaloni dei comuni

Stamattina i funerali del mecenate 86enne nella chiesa del Sacro Cuore. Marsilio: «Grave perdita»
CHIETI . Al funerale di Alfredo Paglione, questa mattina, saranno presenti anche i gonfaloni dei tanti Comuni che al mecenate devono dire grazie per la generosità dimostrata nei loro confronti. Il mecenate d’Abruzzo ha donato oltre 2.500 opere d’arte alla sua regione, un patrimonio di inestimabile valore dato nella convinzione profonda che l’arte e il bello devono essere appannaggio di tutti. Il rito funebre si tiene alle 10 nella chiesa del Sacro Cuore, a Chieti. Paglione è morto all’età di 86 anni nella sua casa di Giulianova, in via dello Splendore. Lascia tre fratelli: Maria, la più giovane, e i due religiosi suor Carla e padre Fiore. L’amatissima moglie, Teresita Olivares, si è spenta nel 2008. Riposa nel cimitero monumentale di Sant’Anna a Chieti, nella tomba di famiglia dove ora troverà posto anche il marito. Per l’intero Abruzzo è una perdita enorme.
«L’Abruzzo perde un uomo altruista e appassionato di arte», ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio, «riteneva che l’arte dovesse essere patrimonio di tutti. Da questa convinzione, la sua generosità a donare 2.500 opere all’Abruzzo. Mancherà a tutti la sua dedizione incondizionata alla bellezza e la presenza in prima linea per la crescita dell’arte e della cultura sul territorio». Opere da lui donate si trovano dappertutto. L’elenco è lunghissimo. A Chieti, che una settimana fa gli ha conferito la cittadinanza onoraria, aveva regalato 101 opere conservate al Barbella. Nel luglio 1997 aveva aperto il Mas, Museo d’arte dello splendore, nel santuario mariano di Giulianova. Nel 2002 aveva consegnato 80 dipinti di otto artisti italiani e spagnoli alla città di Vasto. Successivamente aveva donato alla Fondazione Carichieti i 58 preziosi acquerelli con i quali Sassu nel 1943 aveva illustrato “I Promessi Sposi”. Nel 2004 era stata la volta di 32 opere al suo paese natale, Tornareccio, in memoria del padre Ottavio. Nel 2006 aveva avviato l’operazione “Un mosaico per Tornareccio. La città delle api” facendo del paese una sorta di museo a cielo aperto, grazie ai mosaici affissi sulle sue mura.
E poi, ancora, nel 2008 aveva donato 200 ceramiche e sculture di Aligi Sassu al Museo delle ceramiche di Castelli. Nel 2010 aveva aperto un nuovo museo dedicato a Sassu ad Atessa. Nel 2012 aveva dato 150 opere della sua collezione alla Fondazione Carichieti per il nuovo Museo di Palazzo de’ Mayo. Nel 2013 aveva inaugurato al museo dell’università d’Annunzio, la mostra permanente “Tartarughe fra arte e scienza. La Collezione di Teresita Olivares Paglione”, con 301 pezzi. Nel 2014 aveva donato al museo Colonna di Pescara 56 dipinti per la mostra “Il fascino dell’immagine” e al Museo universitario di Chieti 100 opere grafiche di Aligi Sassu e una grande tartaruga in bronzo che oggi si trova all’ingresso del museo. (a.i.)
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