Palasport, è polemica tra le società Il Comune ora media con le scuole

CHIETI. È scontro tra le associazioni cittadine della ginnastica ritmica per l’uso dei palasport. Finiscono al centro della polemica gli spazi che non bastano più. E il Comune ora media con le scuole...
CHIETI. È scontro tra le associazioni cittadine della ginnastica ritmica per l’uso dei palasport. Finiscono al centro della polemica gli spazi che non bastano più. E il Comune ora media con le scuole che hanno chiuso le palestre.
L’Armonia, fucina di talenti, cita George Orwell per descrivere il quadro teatino di questi giorni: «“Lo Sport non ha nulla a che fare con il fair play. È colmo di odio, gelosie, millanterie, indifferenza per ogni regola, è la guerra senza sparatorie”. Chi ama veramente questo mondo», recita una lettera della società, «sa che ogni singola parola citata è contraria ai principi dello sport. Ma oggi ci troviamo in uno scontro che potrebbe creare (se non l’ha già fatto) una frattura in questo mondo dando piena ragione allo scrittore. Questa battaglia», dice l’Armonia, «è stata innescata del nemico invisibile, il Covid-19. Dopo la prima esperienza di lockdown, che ha quasi distrutto l’intero sistema sportivo, ci saremmo aspettati unità dal mondo dello sport, tra i presidenti e tra gli atleti e soprattutto tra associazioni di sport minori». L’Armonia, che ha sfornato campionesse fino alle Olimpiadi, spiega: «La nostra realtà i palazzetti li ha e non per qualche strano favoritismo, ma per il semplice fatto che mensilmente sosteniamo una spesa di 5mila euro ai Comuni di appartenenza, Chieti con il PalaTricalle e Pescara con il Papa Giovanni Paolo II, permettendo così alle ragazze di perseguire i propri sogni. L’intero costo non può essere sostenuto dalle ragazze che praticano attività: da un anno, la maggior parte dei costi è ammortizzata dalla società stessa, mettendo fortemente in crisi le sorti economiche».
La presa di posizione dell’Armonia è una risposta alla protesta di un’altra società, la Calypso, che prima del Covid si è sempre allenata nella palestra della scuola Ortiz. Adesso, però, la Calypso non ha più un posto a disposizione visto che la scuola ha ritirato la disponibilità. Le 26 ginnaste della Calypso, tra i 10 e i 16 anni con la sola eccezione di una 23enne, ora si allenano a Rosciano ma chiedono di tornare alla Ortiz o in un’altra palestra teatina, in vista della gara regionale del 24 aprile a Ortona. Ma le palestre, sia comunali che scolastiche, hanno un costo da sopportare anche durante l’emergenza coronavirus. In un video diramato sui social, le ginnaste sfilano con dei cartelli in cui ricordano che l’allenamento di chi fa agonistica è permesso ma loro, da maggio 2020, sono senza palestra: «Le strutture comunali scolastiche non sono state più assegnate alle associazioni sportive locali», dicono, «siamo mancate a tutte le competizioni autunnali e invernali. Abbiamo un’ultima possibilità il 24 aprile». E ancora: «Ci siamo allenate dietro uno schermo, all’aperto, col sole, con la pioggia, in altri comuni. Ma adesso basta: ridateci una “casa” per allenarci».
Dal Comune, l’assessore allo sport Manuel Pantalone fa sapere che, in questi casi, è la scuola a decidere e che, per il momento, solo l’istituto comprensivo 1 ha dato la propria disponibilità a far utilizzare le proprie strutture sportive: «Abbiamo aperto già da tempo con i quattro comprensivi un dialogo costruttivo finalizzato alla ripresa in sicurezza delle attività extrascolastiche nelle palestre, come avveniva prima del Covid e qualcosa si sta muovendo».

