Palasport, è scontro in Comune L’opposizione: «Illeciti già noti»

17 Ottobre 2023

L’intergruppo mostra le carte: «Da un anno avevamo presentato la nostra denuncia in consiglio» L’assessore rifiuta l’invito all’incontro, Di Iorio lo attacca: «Nega l’evidenza e si prende meriti non suoi»

CHIETI. Una sedia vuota e un segnaposto per l’assessore allo Sport Manuel Pantalone. Schierati all’unisono dietro al tavolo della loro conferenza stampa, i cinque consiglieri di opposizione segnano l’assenza dell’assessore invitato al dibattito e a cui rinnovano le dimissioni. L’interguppo composto dai consiglieri Serena Pompilio (Azione politica), Maurizio Stefano Costa (Forza Chieti), Mario De Lio (Udc), Bruno Di Iorio (lista Di Iorio sindaco) e Giampiero Riccardo (Chieti Viva) fa chiarezza sull’impianto sportivo di Filippone su cui la procura ha aperto un fascicolo. «C’è irresponsabilità, omessa diligenza di fronte a dati di fatto inconfutabili», attaccano, «l’assessore si sta prendendo meriti non suoi».
«FARE CHIAREZZA»Ieri i cinque hanno convocato una conferenza per «fare chiarezza», spiega Di Iorio, «su quello che è successo nell’impianto di Filippone». Tornando indietro: alcuni giorni fa, il Comune ha revocato l’affidamento all’associazione Teate volley perché gli uffici hanno riscontrato «illeciti gravissimi». Ma la decadenza contrattuale, stando al racconto dell’intergruppo, arriva con un anno di ritardo. «L’assessore Pantalone si prende il vanto di aver fatto chiudere la struttura come se fosse un paladino della giustizia», continua Di Iorio, «si è partiti da un segnalazione di un cittadino per arrivare a commissioni controllo e garanzia, interrogazioni in aula e sollecitazioni rimaste inascoltate. È un’amministrazione che ha negato per un anno la verità sottraendo un palazzetto alla pallavolo, al calcio a cinque, al basket e al pattinaggio».
ASSESSORE ASSENTELe irregolarità di cui è accusata la Teate volley erano quindi a conoscenza della giunta Ferarra da diverso tempo. «Le buone amministrazioni arrivano prima della giustizia», dice Riccardo che posiziona sulla sedia vuota il segnaposto di Pantalone, «l’assessore ha preferito non essere presente perché dinanzi agli atti le parole non hanno alcun valore». «Siamo sempre disponibili al confronto», aggiunge Costa, «ma la giunta non è capace di partecipare perché non ha argomenti e non sà come difendersi davanti alla evidenze: costatiamo che sanno solo tagliare i nastri e mettersi in posa per foto e selfie».
LA CONVENZIONECarte alla mano, ieri a illustrare la convezione che il Comune ha stipulato con la Teate volley il 19 aprile 2007 è la leader di Azione politica. «L’offerta tra Comune e associazione», spiega Pompilio, «prevedeva il potenziamento del palazzetto, la realizzazione di parcheggi, il pagamento del canone mensile e, soprattutto, garantire il fine sociale delle attività, non lucro come è accaduto». Seppur con autorizzazione, «la finalità di lucro ci poteva anche essere», continua la consigliera, «ma in cambio di un 15 per cento degli introiti da versare all’ente». Un dato che, alle casse in rosso del Comune, non passa inosservato. «Dicono che non ci sono i soldi per i servizi sociali. Ma dove si trovano questi fondi se l’attività virtuosa della pubblica amministrazione non c’è?», si chiede Pompilio che passa poi a leggere i documenti della decadenza contrattuale. «L’amministrazione Ferrara è intervenuta solo ed esclusivamente a seguito di indagini da parte delle forze dell’ordine. Non ha agito per diligenza nell’ambito di quella che è una gestione pubblica».
«LE PROPOSTE CI SONO»La minoranza, accusata di politica “denuncistica”priva di proposte, prende parola a riguardo. «Ci meravigliamo che questa maggioranza non abbia contezza del ruolo dell’opposizione», dice De Lio, «noi abbiamo il compito di vigilare sull’operato di chi amministra. Abbiamo sempre dato disponibilità con proposte e segnalazioni puntualmente bocciate per la mera forza dei numeri perché l’oppositore dà fastidio e scava nelle cose che i più vorrebbero lasciare nell’ombra». E da qui, i consiglieri rinnovano l’invito alle dimissioni dell’assessore Pantalone.
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