Palasport a Filippone, è polemica «Destinazione d’uso stravolta»

Il Comune ha autorizzato la realizzazione di tre campi da padel al posto di quelli da calcio La denuncia dell’opposizione: «Ci sono illeciti che vanno sul penale, ora vogliamo spiegazioni»
CHIETI. In un settembre caotico per la ripartenza dello sport teatino, arriva un’altra denuncia da parte dell’opposizione comunale: questa volta nella lente di ingrandimento c’è l’impianto sportivo di Filippone, gestito dall’associazione dilettantistica Teate Volley. «La sua destinazione d’uso è stata completamente stravolta e non è consentita», denuncia il capogruppo di Chieti Viva Giampiero Riccardo, insieme al consigliere della lista Di Iorio sindaco Bruno Di Iorio. «Abbiamo ricevuto una segnalazione protocollata in Comune», dicono, «indirizzata alla giunta e ai consiglieri di opposizione, in cui veniva detto che la struttura polifunzionale da palestra per l’attività di pallavolo, calcio a 5, basket e pattinaggio è diventata un centro solo per il padel».
Segnalazione che ha fatto subito scattare il sopralluogo dei consiglieri e la richiesta di accesso agli atti. «Convenzione alla mano», dice Di Iorio, «c’è scritto chiaramente che il Comune assegna l’impianto sportivo in gestione purché vengano svolte discipline che facilitano l’inserimento nel sociale e, in particolare, pattinaggio, pallavolo e pallacanestro. Il padel non rientra negli sport indicati. A gennaio il Comune ha concesso al gestore di utilizzare il campo esterno, adibito al calcio, per il padel. Ci sono illeciti che vanno sul penale», continua Di Iorio, «si stanno utilizzando anche i campi interni della struttura senza nessun consenso. Il Comune è parte lesa e gli amministratori stanno consentendo tutto questo».
Un cambio di destinazione d’uso che ha «allontanato» diverse associazioni sportive, costrette a trovare altre strutture dove poter svolgere gli allenamenti.
Ma l’opposizione ha chiesto spiegazioni anche in consiglio comunale davanti al sindaco Diego Ferrara e all’assessore allo Sport Manuel Pantalone. «Abbiamo chiesto la revoca della concessione», prosegue Riccardo, «ma l’assessore ha completamente ignorato la nostra interrogazione e deviato ogni forma di risposta. Ciò che sta accadendo non è conforme alla sovvenzione sottoscritta dal Comune e dal gestore. Il palasport di Filippone è diventato un’attività commerciale per fare business: è uno scandalo per la cittadinanza. L’assessore continua solo a ripetere che ci sono 18 impianti comunali sul territorio: attendiamo la lista di queste strutture».
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