Palatricalle, o si paga o non si entra

Lettera a Proger, Armonia e Teate scherma. Da inizio luglio vietato l’accesso senza l’ok del Comune
CHIETI. Non si fanno più sconti. O paghi o non entri. Per usufruire del palatricalle “Leombroni” e dello stadio “Angelini” dal primo luglio in poi occorre avere un’autorizzazione rilasciata dal Comune che verrà data soltanto previo pagamento delle tariffe d’utilizzo delle strutture sportive stabilite con delibera comunale. Il 30 giugno scorso dal settimo settore comunale, quello che si occupa di sport, sono partite due lettere, una per il Palatricalle e l’altra per lo stadio, indirizzate a tutte le società sportive che usufruiscono dei due impianti. Le lettere, a firma del dirigente di settore Giuseppe La Rovere, dicono che a far data dal primo di luglio sia all’Angelini” che al pala “Leombroni sarà attivo un nuovo servizio di custodia, con personale presente tutti i pomeriggi, escluso il sabato e la domenica, dalle 15 alle 21. La piccola rivoluzione è dovuta al fatto che dal primo luglio il Comune riprende formalmente in mano la gestione delle due strutture, prima affidate alle società sportive che le utilizzavano col pagamento di una quota fissa annuale. Per quanto riguarda il Palatricalle la lettera è stata inviata alla Proger pallacanetro Teate, all’Armonia d’Abruzzo, al circolo Teate scherma, alla Chieti basket e alla Pallavolo teatina. In allegato anche lo schema delle tariffe applicate per partite, allenamenti e manutenzioni. Le società che hanno utilizzato il palatricalle sinora hanno anche vecchi contenziosi con il Comune e in particolare con Teateservizi che in passato si occupava della gestione e della riscossione dei canoni. Ma la lettera fa solo riferimento a quanto deve accadere dal primo luglio in poi. Si comunica alle società anzitutto della nuova presenza del custode che farà passare solo chi è munito di autorizzazione rilasciata sempre dal settimo settore comunale. Si invita pertanto le associazioni sportive a fornire una lista del propri iscritti e si coglie l’occasione per ricordare che «l’impianto è a pagamento», secondo quanto deciso da una delibera comunale approvata nell’aprile del 2011, «per cui», si legge nella lettera, «se non vi sarà a monte l'autorizzazione dello scrivente, autorizzazione connessa con l'avvenuto pagamento delle tariffe, il custode non potrà consentire l'accesso alla struttura dei soci dell'associazione sportiva inadempiente». Insomma, o si paga oppure non si entra, con il custode pronto a sbarrare il passo agli iscritti della società che risulterà inadempiente. «Non vogliamo sfrattare nessuno, stiamo solo applicando la legge», spiega il dirigente comunale La Rovere, «c’è una delibera comunale che dice che l’accesso a questi impianti non è libero. Altrimenti, trattandosi di un bene pubblico, non sarebbe giusto che a pagare siano tutti i cittadini in maniera indifferenziata. I problemi del passato in questo caso non ci interessano, questa atto vale solo da luglio in poi».

