Palazzi senz’acqua allo Scalo e sul Colle

Duecento famiglie diffidano Aca e Comune. Di Felice: «Consumi aumentati perché si sta a casa, ho chiesto più risorse»
CHIETI. In casa ai tempi del Covid-19 con pochissima acqua da settimane. Circa 200 famiglie, stanche delle tante promesse insoddisfatte, hanno deciso di inviare una diffida ad Aca e Comune. A firmarla due interi condomini che si trovano uno allo Scalo e l’altro a Chieti alta. Sarà l’avvocato Salvatore Mezzanotte a portare avanti la battaglia legale.
L’iniziativa è partita da un condominio di via Pansa, nel centro di Chieti Scalo, che come molte altre zone scaline soffre di una cronica carenza idrica. Elda Capriotti è una dei residenti: «Io abito al sesto piano e qui la situazione è insopportabile», dice, «tutta la famiglia è a casa in quarantena, ci dicono che dobbiamo lavarci le mani spesso e stare attenti all’igiene, ma come facciamo senz’acqua? Dalle 9 del mattino fino alle 15 i rubinetti sono asciutti. Vado avanti grazie a un serbatoio da 200 litri che ho acquistato personalmente insieme a un’autoclave. Il condominio purtroppo non ha l’autoclave e non può neanche acquistarla perché non ci sono gli spazi fisici dove metterla».
La Capriotti, oltre a essersi rivolta a Comune e Aca, ha coinvolto anche la Regione, che però, in una lettera subito inoltrata al sindaco Umberto Di Primio, ha rimandato la responsabilità ai due enti. I residenti di Chieti Scalo sono ancora in attesa della realizzazione del nuovo serbatoi promesso dal sindaco nell’estate 2017, in un incontro in municipio con i cittadini in protesta. Ultimamente anche l’Aca aveva promesso a Camillo Carapelle, portavoce del comitato ChietiscaloNoi, che avrebbe riattivato un vecchio serbatoio entro la fine di marzo. «Dal 2008 abbiamo iniziato a sperimentare una carenza d’acqua che va progressivamente peggiorando», aggiunge Giovanni Esposito, anche lui residente in via Pansa, «e ora siamo arrivati ad avere intere porzioni di giornata senz’acqua. Ci sono tante zone di Chieti Scalo in questa situazione. Ho un appartamento affittato a ragazze e la mancanza d’acqua mi sta mettendo in serio imbarazzo anche per quanto riguarda la riscossione dell’affitto».
Ma non è solo Chieti Scalo a restare con i rubinetti a secco. Il problema c’è anche sul colle, tanto è vero che a firmare la diffida sarà anche il condominio Bellavista, amministrato da Antonello Del Manzo, che si trova a Santa Maria. «A provocare l’abbassamento della pressione idrica che fa sì che ai piani alti l’acqua scarseggi», dice l’assessore Raffaele Di Felice, «è sicuramente il maggiore consumo dovuto alla necessità di stare in casa. C’è un picco di consumo per cui la pressione si abbassa da 2,3 atmosfere a 1,8. Su mandato del sindaco, ho chiesto all’Aca una maggiore quantità di erogazione idrica, tenendo conto proprio del fatto che l’emergenza sanitaria impone lavaggi più frequenti. Sollecitarò ancora l’Aca», assicura Di Felice. (cr.ch.)
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