Palazzina Ater a rischio crollo, scatta il sequestro dell’edificio

La procura indaga per danno colposo: i carabinieri mettono i sigilli al condominio di Fontegrande L’amministratore denuncia: «Criticità segnalate più volte». Ma di recente sono stati fatti lavori
ORTONA . Sequestrata la palazzina Ater di piazza 28 Dicembre. Ieri pomeriggio i carabinieri della compagnia di Ortona hanno posto i sigilli all’area di Fontegrande su disposizione del sostituto procuratore Marika Ponziani, che coordina le indagini per danno colposo. Il fascicolo aperto dalla procura per fare chiarezza su quanto avvenuto martedì notte è a carico di ignoti. Da quanto raccontato dagli inquilini, loro stessi avrebbero più volte segnalato le criticità che si registravano sulla struttura. E lo hanno fatto anche tramite l’amministratore del condominio, Andrea Giancristofaro. Alcuni lavori sono stati eseguiti nei mesi scorsi, ma non sono bastati ad evitare i cedimenti dei pilastri che martedì notte hanno fatto scattare l’emergenza. E nell’ambito dell’inchiesta i carabinieri della compagnia di Ortona hanno acquisito anche la documentazione con cui lo stesso amministratore segnalava la necessità di intervenire sull’edificio.
LE LETTERE È proprio Giancristofaro a confermare di aver inviato diverse segnalazioni, che fanno parte di una raccolta informativa a cui stanno lavorando i carabinieri. «Le prime lettere risalgono al 2016», dice l’amministratore. Un anno dopo, a febbraio del 2017, i residenti contattarono anche il Centro per raccontare i disagi con cui avevano a che fare nella palazzina al civico 27: «Qui siamo in emergenza e la situazione peggiora ogni giorno di più», dissero alcuni inquilini. Passando a tempi più recenti, invece, «nei mesi scorsi degli interventi di manutenzione sono stati eseguiti ma non sono stato informato sulla tipologia di lavori né sull’importo», afferma Giancristofaro.
I CONTROLLI Nel frattempo ieri è stata un’altra giornata di controlli sul fronte della stabilità. I vigili del fuoco hanno lavorato per applicare dei sensori in vari punti. Serviranno a fornire indicazioni su un eventuale peggioramento della situazione relativa alle crepe sul fabbricato per poi prendere le dovute decisioni. Al momento non può essere esclusa nemmeno l’ipotesi di un abbattimento. Per quanto riguarda l’Ater, l’azienda ha fatto sapere che si sta muovendo su più fronti: «Verrà effettuato un monitoraggio della palazzina e delle altre circostanti già dai prossimi giorni e per il periodo che i tecnici riterranno necessario, per escludere pericoli simili anche sul resto dell’isolato». E poi ancora il reperimento di tutta la documentazione urbanistica afferente alla prima realizzazione delle palazzine, per la quale in maniera preliminare e da una prima ricognizione di lavori già effettuati, ci sentiamo di escludere, al momento, afferenza tra l’accaduto e i lavori precedentemente chiusi».
NUOVI ALLOGGI È stato stabilito anche un cronoprogramma per il reperimento di alloggi sostitutivi da assegnare agli inquilini della palazzina inagibile. I tecnici dell’Ater insieme all’assessore Cristiana Canosa, stanno già effettuando i primi sopralluoghi. Intanto le famiglie evacuate sono state alloggiate dal Comune in un bed&breakfast, mentre altre hanno trovato ospitalità da amici e parenti.
NON SI ENTRA Il fabbricato su quattro piani, in cui abitano otto famiglie per un totale di dodici persone, è inagibile. Tra i residenti c’è anche chi non è riuscito a recuperare gli effetti personali dopo essere fuggito nella notte di martedì, quando si sono verificati i cedimenti. I carabinieri hanno attuato un servizio anti sciacallaggio nelle ore successive all’emergenza che proseguirà ancora. Ma ora, scampata la tragedia, va trovata una soluzione per gli inquilini.
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