Palazzine Ater a rischio crollo, esplode la rabbia degli inquilini

Protestano i residenti degli altri due edifici sgomberati: «Nessuno ci ha avvertiti dell’ordinanza» Stamattina l’incontro in piazza a Fontegrande con direttore e tecnici dell’Azienda di edilizia
ORTONA. Esplode la rabbia dei residenti dopo l’ordinanza del sindaco Leo Castiglione, che costringe sedici famiglie di due palazzine Ater a lasciare le rispettive abitazioni perché dalla relazione dei tecnici emerge che non c’è certezza in merito alla loro sicurezza. Quella di ieri è stata una giornata convulsa, tra preoccupazioni e proteste. Il provvedimento firmato dal primo cittadino nel pomeriggio di martedì vieta l’utilizzo delle unità abitative e le relative aree di pertinenza esterna delle due palazzine gemelle dell’immobile al civico 27 di piazza 28 Dicembre, già sgomberato dopo il cedimento strutturale di due pilastri. In tanti ieri mattina lamentavano di non essere stati informati da nessuno, se non attraverso a mezzo stampa. Così, seppur lo sgombero non sia immediato, tra i residenti regna l’incertezza su cosa aspettarsi per l’immediato futuro.
Nell’ordinanza si specifica che l’Ater deve provvedere alla sistemazione degli inquilini. E l’Azienda di edilizia residenziale stamattina sarà in piazza 28 Dicembre con il direttore e la struttura tecnica per incontrare i residenti delle palazzine. Il presidente Antonio Tavani, indagato come atto dovuto insieme ad altre tre persone per i cedimenti che si sono verificati sul primo palazzo, garantisce che l’Ater di Chieti sta facendo la propria parte. «Abbiamo “messo a terra” almeno tre soluzioni di monitoraggio per capire come e dove si sta muovendo la nostra palazzina, incaricando tecnici di comprovata e chiara fama per valutarne i dati. E abbiamo report costanti», afferma. «Inoltre abbiamo dato vita a lavori di immediata urgenza, che ci consentono in queste ore di consegnare al Comune di Ortona ben otto appartamenti, ristrutturati e pronti, altresì arredati, da assegnare alle famiglie evacuate con la prima ordinanza di sgombero». È stato anche istituito un tavolo di emergenza al quale sono stati invitati a partecipare tutte le istituzioni interessate da questa problematica per cui, ognuno per le proprie competenze, sono chiamate a fare la propria parte.
«È evidente che nel frattempo si è abbattuta una corrispondenza inenarrabile di amministratori e responsabili di autogestioni che improvvisamente, evidentemente preoccupati, pretendono controlli e rassicurazioni sullo stato di salute dei fabbricati Ater», afferma il presidente Tavani. «Per fare questo ci vogliono risorse, economiche e tecniche, che un ente in via di ristrutturazione finanziaria come il nostro necessariamente non può disporre nell'ordinario immediato. Chiediamo che Regione Abruzzo, Comune di Ortona e tutti quelli interessati siedano al nostro fianco in un tavolo di responsabilità istituzionale dove insieme, anche grazie agli strumenti oggi disponibili quali il 110 Superbonus e il Pnrr, si possa dare una risposta generale e definitiva a questa grande problematica di manutenzione straordinaria del patrimonio pubblico, che non può essere limitata solamente a quello dell’Ater di Chieti».
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