Palazzine Ater a rischio crollo: gli edifici demoliti e ricostruiti

4 Maggio 2022

Le famiglie pronte a rientrare negli appartamenti al civico 27 per il recupero degli effetti personali Saranno realizzati 24 nuovi alloggi e un’area verde, Tavani: «I lavori si chiuderanno in due anni» 

ORTONA . Sarà demolito l’edificio al civico 27 di piazza 28 Dicembre nel quartiere Fontegrande di Ortona. Ieri mattina l’Ater di Chieti, con il presidente Antonio Tavani, ha incontrato gli ex inquilini che la notte tra il 5 e 6 ottobre scorsi hanno dovuto abbandonare i rispettivi appartamenti a seguito del cedimento di due pilastri esterni. Finora le otto famiglie non hanno potuto recuperare gli effetti personali, lasciati all’interno delle loro case dopo l’allarme per i problemi strutturali e l’immediata fuga verso l’esterno del palazzo in piena notte. Ieri l’Ater ha annunciato che le stesse famiglie potranno procedere al rientro per recuperare i loro effetti. La possibilità sarà data a due persone per ogni nucleo familiare insieme ad un vigile del fuoco: potranno rimanere all’interno dei locali al massimo tre ore e si opererà per due famiglie al giorno.
Tutto ciò sarà reso possibile grazie agli interventi eseguiti nelle ultime settimane, effettuati con l’assistenza tecnica del professor Guido Camata dell’università D’Annunzio. «Confermiamo, inoltre, che sarà avviata l’attività per la demolizione e ricostruzione di 24 nuovi alloggi di edilizia popolare, sicuri ed efficienti dal punto di vista energetico», dice Tavani. In sostanza i palazzi saranno realizzati sul sedime degli immobili ai civici 23 e 25, mentre nel punto dove attualmente c’è il palazzo al civico 27, sorgerà un’area verde che riqualificherà l’intera zona residenziale del quartiere Fontegrande.
«Nelle more delle attività di risanamento dell’Ater, dovute a pregresse gestioni, noi ci siamo impegnati fin dal primo giorno con dedizione e costanza nell’assumere soluzioni rispetto ad una emergenza veramente straordinaria, e non solo per il risanamento finanziario, ma anche per l’avvio di una nuova strategia interna, più responsabile, più efficace e più efficiente rispetto alla cosa pubblica», afferma il presidente Tavani. «Lo stiamo facendo con Emanuela Malatesta e Antonio Di Renzo, componenti del consiglio di amministrazione, con il direttore generale Giuseppe D’Alessandro, con l’architetto Umberto Di Renzo della struttura tecnica di missione e tutta la struttura Ater Chieti, che solo con una quindicina di unità sta gestendo oltre 2.300 alloggi in ventisette comuni della provincia. Dall’ordinanza d’interdizione all’uso di tutte le unità abitative risalente al 6 ottobre, Ater Chieti ha messo a terra risorse per ben 900mila euro», aggiunge il presidente dell’Azienda di edilizia residenziale.
La ricostruzione degli alloggi avverrà attraverso «la misura del Superbonus 110», continua Tavani che fissa l’obiettivo affermando che «puntiamo di concludere gli interventi in due anni».
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