Palazzo 900, ricorso contro la demolizione

26 Settembre 2014

LANCIANO. Il Comune si prepara a presentare appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Abruzzo che ha ribadito l’abbattimento per Palazzo Novecento. Lo scorso 8 agosto il tribunale...

LANCIANO. Il Comune si prepara a presentare appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Abruzzo che ha ribadito l’abbattimento per Palazzo Novecento. Lo scorso 8 agosto il tribunale amministrativo ha accolto l’ennesimo ricorso presentato dal confinante della palazzina di via De Titta, l’avvocato Pietro Salvatore, per annullare la delibera del dicembre 2013 con la quale il consiglio comunale riconosceva «i prevalenti interessi pubblici dell’immobile». Per salvare dalla demolizione il palazzo, una volta abitato da dieci famiglie e ora destinato ad ospitare uffici pubblici, l’amministrazione comunale si era appellata all’articolo 31 del Testo unico in materia edilizia (Dpr 380/2001), il quale prevede che «l’opera abusivamente realizzata, dopo essere stata acquisita al patrimonio del Comune, è demolita salvo che non si dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e che non contrasti con rilevanti interessi urbanistici o ambientali». Il Comune prefigurava anche un risparmio per le casse comunali, derivato dal mancato abbattimento, stimato in circa 400mila euro, e da circa 80mila euro di affitti che l’ente avrebbe evitato trasferendo a Palazzo Novecento diversi uffici comunali. Ma i giudici non hanno ravvisato in queste motivazioni un reale interesse pubblico, definendo anzi la scelta di non demolire in contrasto con numerose precedenti sentenze, sia del Tar che del Consiglio di Stato, che tutelavano l’interesse del privato. Come preannunciato dal sindaco Mario Pupillo, il Comune ricorrerà al Consiglio di Stato. All’avvocatura comunale, la giunta ha deciso di affiancare un legale esperto in materia urbanistica e amministrativa, l’avvocato Vincenzo Antonucci. (s.so.)

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