Palazzo d’Achille, mandate via le ditte

Il Comune rescinde il contratto: «Ritardi, scadenze non rispettate e nessun operaio in cantiere». Ristrutturazione bloccata
CHIETI. «Completa inattività delle lavorazioni, totale assenza di addetti, operai e maestranze e cantiere chiuso». Sono questi i motivi alla base della rescissione del contratto tra Comune e imprese esecutrici dei lavori di palazzo d’Achille in piazza San Giustino. Si blocca ancora il cantiere da 3,4 milioni per la ristrutturazione della sede storica del Comune, lesionata dal terremoto del 6 aprile 2009. Da allora, sono passati quasi 10 anni e la ristrutturazione, partita a fine 2015, non è ancora finita. Un cantiere maledetto tanto che è stata rubata anche la statua dell’Achille a cavallo all’ingresso dell’edificio.
I lavori sarebbero dovuti finire entro 420 giorni, vale a dire entro febbraio 2017. Per il Comune, i lavori andati avanti oltre i termini avrebbero comportato «un grave danno» e, nonostante l’ultimatum inviato alle ditte Troso Osvaldo srl di Lecce e Restaurea srl di Ostuni il 19 giugno scorso per obbligarle a finire i lavori «entro 17 giorni», palazzo d’Achille non è stato ancora completato: «Permane l’inadempimento contrattuale che ha compromesso la buona e regolare riuscita dei lavori», dice il Comune. Ma secondo la determina dà il via al divorzio tra l’amministrazione e le ditte, sarebbero state le stesse imprese ad abbandonare i lavori e a dichiarare di «non voler completare le lavorazioni interrotte». E ora? «Rescindere il contratto è l’unico metodo per non perdere altro tempo», dice l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice. E come proseguirà il cantiere? «Assessore e sindaco non possono scegliere la formula, questo spetterà al rup che tornerà al lavoro la prossima settimana. Noi possiamo solo chiedere di accelerare. Comunque, manca poco: la tinteggiatura esterna alla base dell’edificio e il completamento degli interni».
L’amministrazione vuole rientrare a palazzo d’Achille prima possibile: gli uffici presi in affitto in corso Marrucino dalla Banca d’Italia costano 10mila euro al mese.
In piazza San Giustino, la sede del Comune è costituita da un piano seminterrato, dove si trovavano il diurno e l’ex trattoria Grottino; ci sono poi i locali a piano terra, dove avevano sede l’anagrafe e gli uffici elettorali; al primo piano la sala consiliare, l’ufficio del sindaco con arredi risalenti al Ventennio e la segreteria; il secondo e terzo piano sono destinati ad altri uffici.

