Palazzo in fiamme, scattano i sequestri

Rilievi della Scientifica e sigilli sul tetto: l’ipotesi di reato è incendio colposo. Due dei sei appartamenti sono inagibili
CHIETI. Muove i primi passi l’inchiesta sull’incendio scoppiato mercoledì pomeriggio sul tetto in legno della palazzina al civico 5 di via dei Carecini, vicino alla chiesa di Madonna delle Grazie, al Tricalle. I poliziotti della squadra mobile hanno sequestrato l’area distrutta dalle fiamme divampate durante i lavori di ristrutturazione nell’edificio di tre piani. Un intervento avviato con gli incentivi previsti dal Superbonus e prossimo alla conclusione: lunedì sarebbero dovute essere posate le tegole. Stamattina arriverà in procura una prima informativa: l’ipotesi di reato iniziale è incendio colposo. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore della Repubblica Marika Ponziani.
L’INCHIESTA
Al momento gli accertamenti sono a carico di ignoti, ma è probabile che – già nei prossimi giorni – saranno notificati gli avvisi di garanzia per consentire gli accertamenti degli investigatori e permettere a tutti coloro coinvolti, a vario titolo, nella vicenda di nominare propri consulenti. L’obiettivo è individuare con certezza le cause del rogo e, soprattutto, verificare se siano state rispettate le norme di sicurezza e tutte le cautele necessarie per eseguire lavori a potenziale rischio di incendio.
IL SOPRALLUOGO
Ieri mattina c’è stato un nuovo sopralluogo dei poliziotti coordinati dal commissario Nicoletta Giuliante. Dopo i rilievi della Scientifica, sul tetto sono scattati i sigilli. Al momento sono due le abitazioni inagibili, ovvero quelle al terzo piano, non a causa di danni strutturali ma dell’acqua penetrata nel corso delle operazioni di spegnimento del rogo andate avanti fino a tarda sera. Nelle altre quattro case, in base a quanto emerso, non si registra alcun problema. Mercoledì tutti i 16 residenti, fra cui un neonato, erano stati però evacuati perché il fumo acre aveva invaso l’intero edificio e la tromba delle scale, mentre le fiamme altissime erano ben visibili da tutta la città e dall’intera vallata.
LE IPOTESI
Gli operai erano impegnati negli ultimi lavori di isolamento delle canne fumarie: stavano utilizzando un cannello del gas per sigillarle con della guaina. All’improvviso, probabilmente a causa di una scintilla, è divampato l’incendio. Le fiamme si sono sviluppate in un’intercapedine, il che ha reso particolarmente lunghe e difficoltose le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco. Ieri mattina è tornato sul posto il sindaco Diego Ferrara insieme alla consigliera comunale Nunzia Castelli e al vice comandante della polizia locale Fabio Primiterra.

